31 luglio 2017

Lughnasadh, la Festa del Raccolto













Lughnasadh, Lunasa in gaelico e Lammas per il folklore britannico, è la Festa agraria del Raccolto, del Dio del Grano, del Sole Calante e della Dea Terra ,che cade fra il 31 Luglio ed il 1 Agosto.
E' un momento in cui festeggiare la Fertilità della Vita ,data dai doni dei campi e degli alberi, ma anche la Morte, in quanto futura semina e perciò rinascita, ed è il simbolo della positiva collaborazione fra Tribù e Terra perché se il ciclo Samhain-Beltane non dipende dall'Uomo/Tribù, quello Imbolc-Lughnasadh ne vede invece la partecipazione attiva tramite due cicli: pastorale il primo, agricolo il secondo.

Ma siccome anche Lughnasadh, come altre feste celtiche, è ricca di simbologia, banchetti, falò, danze e riti, proviamo a fare ordine ed a riassumerli al meglio in questo post.

Come sempre, buona lettura :)


Se per i Celti la festa di Lughnasadh ruota attorno alla figura di Lugh, dio dai tanti talenti, si può dire che per i popoli europei sia sostanzialmente la Festa del Raccolto, fisico e simbolico.


In Agosto, infatti, si tagliano le messi e si raccolgono i frutti (selvatici o coltivati) che rappresentano il cibo per il prossimo inverno e quindi la sopravvivenza, oggi come nell'antichità.

In occasione di questa festa, in molti paesi riecheggiano ancora storie sulla Vecchia del Grano (la spiga dell'ultimo covone raccolto che si trasformerebbe poi in Fanciulla come simbolo e speranza del raccolto futuro) e che evocano l'antico mito greco di Persefone e Demetra.

Persefone, un po' come i campi a riposo, è costretta a passare la metà invernale dell'anno nel regno degli inferi per poi tornare alla luce nell'altra metà, quella primaverile, e ricongiungersi così con la madre Demetra, dea delle Messi e colei che avrebbe ceduto all'uomo il dono dell'agricoltura.

Questa antichissima doppia anima femminile di madre e figlia, di vecchia e fanciulla, simboleggianti il raccolto maturo e quello ancora da venire, introducono il tema fondamentale della festa di Lughnasadh, cioè la morte come trasformazione e rinascita, e passano nel tempo il testimone al dio Lugh, dal cui nome viene appunto quello celtico della festa, dando alla celebrazione i connotati di entrambi i sessi.

Lughnasadh ,infatti, pur non perdendo affatto il significato di festa del raccolto e delle messi, si trasforma anche in festa maschile ed assume il senso di Festa del Sole Calante, cioè di quel sole che nel ciclo annuale ha raggiunto il suo picco massimo e che a breve inizierà la sua fase discendente, esattamente come il mondo vegetale che ,dopo la grande fioritura estiva, ferma la sua crescita per far maturare il raccolto ed andare infine a riposo.

Avete fatto caso, già poco dopo il Solstizio estivo, che le giornate si sono fatte un poco più brevi e che il sole, come da tradizione celtica, ha iniziato "un po' prima" a scendere dietro alle case ? :)


Il Sole Calante ,inoltre, secondo le leggende raffigurerebbe anche la Ruota dell'Anno, così come la ruota della macina, che "uccide" il grano schiacciandolo per farne farina e quindi pane, o la famosa ruota d'argento del Castello, la dimora celtica funebre in cui re ed eroi potevano trovare il riposo senza fine.

La festa quindi, anche se anticamente dedicata alla Dea ma divenuta maschile per poi assumere entrambi i connotati nei miti greci o romani, continua fondamentalmente ad avere la doppia valenza vita-morte in cui il chicco di grano si benedice e si ringrazia per ciò che ha dato e per ciò che ,si spera, darà ed in cui ,anticamente, venivano praticati falò sacrificali di animali o di fantocci di spighe per simboleggiare il Re del Grano che muore benedicendo la terra con le sue ceneri ,al fine di garantire futuri raccolti.

Il tema della morte è perciò il punto centrale dei festeggiamenti di Lughnasadh e si ritrova in diversi altri miti, come quello di Tammuz o Adone che tornano alla vita dall'oltretomba come Persefone, o ancora nel senso dei giochi funerari in onore della dea Tailtiu.


Però insomma ,chi era Lugh e perché questa festa porta il suo nome ?












Lugh ,come già detto, è il dio del Fuoco e della Luce che porta la Conoscenza, è colui che è abile in tutte le arti ed è probabilmente una versione più tarda di Balor, la divinità che regna su Beltane nonché il Re dei Fomori.
Lugh e Balor sono infatti legati dal mito che vede nel secondo il nonno del primo, il quale ,per tradizione, lo rimpiazzerà durante lo scontro con gli stessi Fomori ,diventando così il Campione, l'archetipo dell'eroe che porta il lieto fine.
Ma concordo con voi, vediamo una cosa per volta che altrimenti la faccenda si fa intricata.

Su Lugh si trova parecchia documentazione mitologica tramandata nel tempo e questo dimostra la sua grande importanza presso il popolo celtico.
Molte città portano il suo nome (come ad esempio Lugdum, l'attuale Lione) ed ovunque egli era simbolo d'illuminazione e d'intelligenza, della supremazia del cervello sulla forza bruta.
Lugh plasmava l'energia creativa innescata dalla dea Brigid ad Imbolc e con la punta della sua lancia luminosa la trasformava in materia, in qualcosa di concreto.
Era perciò l'artigiano perfetto, colui che diventerà Mercurio e poi anche San Michele, entrambe figure munite di caduceo o lancia con cui sconfiggere il buio del maligno e dell'ignoranza.

Ci sono molte varianti della storia di Lugh ma sostanzialmente si racconta che egli sia nato in un momento di tensione fra i Fomori ed i Tuatha Dé Dannan, allo scopo di sconfiggere Balor, l'invincibile campione dei Fomori che non può essere battuto da nessuno se non da qualcuno della sua stessa stirpe.

Così viene concepito Lugh ( Lamfhada "dal lungo braccio" o Lud ) che a pochissima distanza dalla nascita segue un apprendistato nell'Altromondo acquisisce il dono di trascendere l'alternanza Samos-Giamos ,di cui abbiamo parlato in post precedenti.

Questa capacità di valicare a piacimento i confini fra il mondo terreno ed ultraterreno, ed essere così sempre presente in entrambi i cicli estate-inverno, assicura il rapporto fra la Terra e la Tribù (tra divinità e uomo), dimostrato appunto dalla possibilità del raccolto, e trasforma Lugh in "padrone di tutti i talenti", finalmente pronto allo scontro con Balor.

Dopo essere tornato dall'Altromondo, però, Lugh viene affidato alla regina Tailtiu, che muore nell'intento di rendere la piana centrale dell'Irlanda adatta alla coltivazione, e da qui nasce il collegamento fra i giochi funerari della festa di Lughnasadh indetti dallo stesso Lugh per ricordare la matrigna e con lei il sacrifico che porta al "dono dell'agricoltura".

Ad ogni modo, Lugh si scontra infine con il Re dei Fomori e ne esce vittorioso, diventando così il nuovo Campione dei Tuatha.

Da quel momento ,Lugh è il simbolo di colui che con la luce della propria lancia ha spento l'occhio di Balor ,esattamente come nella torrida estate egli trafigge le nuvole e scatena i temporali sconfiggendo la canicola che altrimenti potrebbe bruciare il raccolto.














Questa ,in breve, la storia del dio .
Ma vediamo ora le particolarità che accompagnano la festa in suo onore.

Iniziamo ripartendo dall'acqua e diciamo che, se ad Imbolc vigeva l'usanza di far passare il bestiame fra due fuochi per purificarlo, a Lughnasadh il rito si ripeteva in maniera simile, anche se qui erano i cavalli ,simbolo della Tribù, a dover attraversare le acque per raggiungere lo stesso scopo.

Oltre a questo rituale ,che collega Lugh e Brigid e quindi gli aspetti agrari e pastorali,  altri ancora erano i modi di celebrare Lughnasadh.

Primo fra tutti il ritrovarsi su di un'altura, per commemorare Lugh e Tailtiu con gare di abilità e forza ,che allenerebbero anche alla fatica del raccolto come accade ancora oggi negli scozzesi Giochi Gaelici d'Agosto, e con competizioni poetiche di bardi e musici, di cui Lugh stesso era il patrono.
Ed è proprio da questi raduni, in gaelico nasadh, e dal nome del dio che viene appunto il nome della festa.

I festeggiamenti duravano due settimane e si approfittava anche per tenere fiere e scambi commerciali fra artigiani ed allevatori, così da affermare nuovamente l'importanza della solidarietà e da dare fisicamente vita ai frutti del proprio lavoro, concreto ed interiore, iniziato ad Imbolc sotto la benedizione di Brigid, musa della creatività.

Un altro importante rituale legato a questa festa prevedeva il taglio del primo covone da parte del capofamiglia e la preparazione, con il grano appena raccolto, di piccole pagnotte da offrire alle persone come pani propiziatori.

Ed è proprio per via di questa tradizione che Lughnasadh prende anche il nome di Lammas, abbreviazione di Loaf-Mass, ovvero Messa della Pagnotta.


Anche i fiori avevano un ruolo importante in questa festa e se ne facevano ghirlande o collane da donare alle ragazze come auspicio di fertilità e come invito all'accoppiamento, così da celebrare l'unione tra Lugh e la Terra e da riprendere il matrimonio nei boschi già visto a Beltane.

A Lughnasadh il concetto di fertilità si legava quindi alla sessualità umana e non erano affatto rari nemmeno i così detti "matrimoni di prova" che duravano un anno ed un giorno.
Questi avvenivano presso una sorgente, accanto alla quale si trovava un alto muro con dei fori in cui uomini e donne mettevano a turno le mani.
Se all'uomo piacevano le mani della donna, che non vedeva poiché nascosta dal muro, allora le stringeva, sigillando così l'unione.
Se tutto andava bene, allo scadere del periodo di prova si poteva rinnovare il matrimonio mentre invece, se non si era soddisfatti, bastava tornare al muro, mettersi schiena contro schiena e prendere due direzioni opposte per rompere consensualmente il patto.

I fiori ,inoltre, venivano anche indossati per salire sull'altura cerimoniale e lì venivano sepolti ,come simbolo dell'estate ormai conclusa e per assicurarsi che l'energia di Samos tornasse alla Terra per renderla nuovamente fertile.


Ecco, questa è, in sintesi, l'anima della festa di Lughnasadh e se volete celebrarla anche voi al giorno d'oggi, ecco qualche semplice suggerimento per farlo.

Questa festa cade nel periodo estivo, per noi sinonimo di vacanze, di alleggerimento mentale, di chiusura delle fatiche invernali e di raccolto dei frutti derivanti dalle stesse.
Si chiude quindi un ciclo e nel medesimo momento se ne apre un altro.
Tutto è maturo come ciò che è stato seminato e ,riposandosi, ora ci si prepara all'autunno e ad un nuovo giro della ruota dell'anno.

Quindi, oltre al godersi il meritato riposo ed al concedersi qualche gioia in più, potrebbe tornare utile il riflettere con una breve meditazione sul concetto sacrificale della festa in cui il grano si trasforma per lasciare spazio al pane.

A livello interiore ,qualcosa è destinato ad andarsene in favore di un aumento del nostro livello creativo, sia in ambito quotidiano che professionale.

Per celebrare questo passaggio ,ancora oggi nei paesi celtici si recuperano spighe dai primi covoni e s'intrecciano a formare ghirlande decorative o bamboline, dal colore dorato come la Luce donata da Lugh.

Allo stesso modo si possono usare foglie di pannocchia, forse più facili per noi da recuperare.

Ancora, si può porre sul tavolo una ciotola con alcuni cereali accanto a tre candele accese e ringraziare in sequenza Lugh, portatore di luce, la Terra, che ha ospitato i semi, ed infine il Grano stesso, che si sacrifica trasformandosi in farina per portare nutrimento.

In ultimo si può riflettere sul Sole Calante ,che si appresta a scendere nell'Altromondo, e si può celebrare scambiandosi prodotti da forno ,rigorosamente fatti in casa, mentre si partecipa alla condivisone di scritti o musiche composte durante l'inverno, proprio come facevano i Celti sulle alture.

Questi sono ovviamente solo suggerimenti legati alla tradizione ma sostanzialmente ricordatevi di Lughnasadh come un buon momento per ritrovarsi con le persone, per ringraziare della possibilità di stare insieme in un periodo di gioia ,in cui si raccoglie il frutto della fatica annuale, ed infine per riposarsi mentre ci si prepara mentalmente ad un nuovo anno ricco di semina.


Felice Agosto a tutti ed al prossimo Settembre :)

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