4 agosto 2017

Buone vacanze !

Fa caldo, tanto, ed Emrys ne è testimone per tutti noi :)












Fra poco però andremo al fresco, lungo le coste bretoni a fare il bagno nel mare del nord come i Celti e i Vichinghi :D
Youpi!

Perciò buon agosto a tutti e buon riposo a chi è in ferie.
Io ho già iniziato a seguire il buon esempio :













ps: non temete, Emrys starà con i nonni, nella loro casa grande e fresca.
Cucciolino lui, non reggerebbe mai i 3000 e più chilometri che ci attendono :)

31 luglio 2017

Lughnasadh, la Festa del Raccolto













Lughnasadh, Lunasa in gaelico e Lammas per il folklore britannico, è la Festa agraria del Raccolto, del Dio del Grano, del Sole Calante e della Dea Terra ,che cade fra il 31 Luglio ed il 1 Agosto.
E' un momento in cui festeggiare la Fertilità della Vita ,data dai doni dei campi e degli alberi, ma anche la Morte, in quanto futura semina e perciò rinascita, ed è il simbolo della positiva collaborazione fra Tribù e Terra perché se il ciclo Samhain-Beltane non dipende dall'Uomo/Tribù, quello Imbolc-Lughnasadh ne vede invece la partecipazione attiva tramite due cicli: pastorale il primo, agricolo il secondo.

Ma siccome anche Lughnasadh, come altre feste celtiche, è ricca di simbologia, banchetti, falò, danze e riti, proviamo a fare ordine ed a riassumerli al meglio in questo post.

Come sempre, buona lettura :)


Se per i Celti la festa di Lughnasadh ruota attorno alla figura di Lugh, dio dai tanti talenti, si può dire che per i popoli europei sia sostanzialmente la Festa del Raccolto, fisico e simbolico.


In Agosto, infatti, si tagliano le messi e si raccolgono i frutti (selvatici o coltivati) che rappresentano il cibo per il prossimo inverno e quindi la sopravvivenza, oggi come nell'antichità.

In occasione di questa festa, in molti paesi riecheggiano ancora storie sulla Vecchia del Grano (la spiga dell'ultimo covone raccolto che si trasformerebbe poi in Fanciulla come simbolo e speranza del raccolto futuro) e che evocano l'antico mito greco di Persefone e Demetra.

Persefone, un po' come i campi a riposo, è costretta a passare la metà invernale dell'anno nel regno degli inferi per poi tornare alla luce nell'altra metà, quella primaverile, e ricongiungersi così con la madre Demetra, dea delle Messi e colei che avrebbe ceduto all'uomo il dono dell'agricoltura.

Questa antichissima doppia anima femminile di madre e figlia, di vecchia e fanciulla, simboleggianti il raccolto maturo e quello ancora da venire, introducono il tema fondamentale della festa di Lughnasadh, cioè la morte come trasformazione e rinascita, e passano nel tempo il testimone al dio Lugh, dal cui nome viene appunto quello celtico della festa, dando alla celebrazione i connotati di entrambi i sessi.

Lughnasadh ,infatti, pur non perdendo affatto il significato di festa del raccolto e delle messi, si trasforma anche in festa maschile ed assume il senso di Festa del Sole Calante, cioè di quel sole che nel ciclo annuale ha raggiunto il suo picco massimo e che a breve inizierà la sua fase discendente, esattamente come il mondo vegetale che ,dopo la grande fioritura estiva, ferma la sua crescita per far maturare il raccolto ed andare infine a riposo.

Avete fatto caso, già poco dopo il Solstizio estivo, che le giornate si sono fatte un poco più brevi e che il sole, come da tradizione celtica, ha iniziato "un po' prima" a scendere dietro alle case ? :)


Il Sole Calante ,inoltre, secondo le leggende raffigurerebbe anche la Ruota dell'Anno, così come la ruota della macina, che "uccide" il grano schiacciandolo per farne farina e quindi pane, o la famosa ruota d'argento del Castello, la dimora celtica funebre in cui re ed eroi potevano trovare il riposo senza fine.

La festa quindi, anche se anticamente dedicata alla Dea ma divenuta maschile per poi assumere entrambi i connotati nei miti greci o romani, continua fondamentalmente ad avere la doppia valenza vita-morte in cui il chicco di grano si benedice e si ringrazia per ciò che ha dato e per ciò che ,si spera, darà ed in cui ,anticamente, venivano praticati falò sacrificali di animali o di fantocci di spighe per simboleggiare il Re del Grano che muore benedicendo la terra con le sue ceneri ,al fine di garantire futuri raccolti.

Il tema della morte è perciò il punto centrale dei festeggiamenti di Lughnasadh e si ritrova in diversi altri miti, come quello di Tammuz o Adone che tornano alla vita dall'oltretomba come Persefone, o ancora nel senso dei giochi funerari in onore della dea Tailtiu.


Però insomma ,chi era Lugh e perché questa festa porta il suo nome ?












Lugh ,come già detto, è il dio del Fuoco e della Luce che porta la Conoscenza, è colui che è abile in tutte le arti ed è probabilmente una versione più tarda di Balor, la divinità che regna su Beltane nonché il Re dei Fomori.
Lugh e Balor sono infatti legati dal mito che vede nel secondo il nonno del primo, il quale ,per tradizione, lo rimpiazzerà durante lo scontro con gli stessi Fomori ,diventando così il Campione, l'archetipo dell'eroe che porta il lieto fine.
Ma concordo con voi, vediamo una cosa per volta che altrimenti la faccenda si fa intricata.

Su Lugh si trova parecchia documentazione mitologica tramandata nel tempo e questo dimostra la sua grande importanza presso il popolo celtico.
Molte città portano il suo nome (come ad esempio Lugdum, l'attuale Lione) ed ovunque egli era simbolo d'illuminazione e d'intelligenza, della supremazia del cervello sulla forza bruta.
Lugh plasmava l'energia creativa innescata dalla dea Brigid ad Imbolc e con la punta della sua lancia luminosa la trasformava in materia, in qualcosa di concreto.
Era perciò l'artigiano perfetto, colui che diventerà Mercurio e poi anche San Michele, entrambe figure munite di caduceo o lancia con cui sconfiggere il buio del maligno e dell'ignoranza.

Ci sono molte varianti della storia di Lugh ma sostanzialmente si racconta che egli sia nato in un momento di tensione fra i Fomori ed i Tuatha Dé Dannan, allo scopo di sconfiggere Balor, l'invincibile campione dei Fomori che non può essere battuto da nessuno se non da qualcuno della sua stessa stirpe.

Così viene concepito Lugh ( Lamfhada "dal lungo braccio" o Lud ) che a pochissima distanza dalla nascita segue un apprendistato nell'Altromondo acquisisce il dono di trascendere l'alternanza Samos-Giamos ,di cui abbiamo parlato in post precedenti.

Questa capacità di valicare a piacimento i confini fra il mondo terreno ed ultraterreno, ed essere così sempre presente in entrambi i cicli estate-inverno, assicura il rapporto fra la Terra e la Tribù (tra divinità e uomo), dimostrato appunto dalla possibilità del raccolto, e trasforma Lugh in "padrone di tutti i talenti", finalmente pronto allo scontro con Balor.

Dopo essere tornato dall'Altromondo, però, Lugh viene affidato alla regina Tailtiu, che muore nell'intento di rendere la piana centrale dell'Irlanda adatta alla coltivazione, e da qui nasce il collegamento fra i giochi funerari della festa di Lughnasadh indetti dallo stesso Lugh per ricordare la matrigna e con lei il sacrifico che porta al "dono dell'agricoltura".

Ad ogni modo, Lugh si scontra infine con il Re dei Fomori e ne esce vittorioso, diventando così il nuovo Campione dei Tuatha.

Da quel momento ,Lugh è il simbolo di colui che con la luce della propria lancia ha spento l'occhio di Balor ,esattamente come nella torrida estate egli trafigge le nuvole e scatena i temporali sconfiggendo la canicola che altrimenti potrebbe bruciare il raccolto.














Questa ,in breve, la storia del dio .
Ma vediamo ora le particolarità che accompagnano la festa in suo onore.

Iniziamo ripartendo dall'acqua e diciamo che, se ad Imbolc vigeva l'usanza di far passare il bestiame fra due fuochi per purificarlo, a Lughnasadh il rito si ripeteva in maniera simile, anche se qui erano i cavalli ,simbolo della Tribù, a dover attraversare le acque per raggiungere lo stesso scopo.

Oltre a questo rituale ,che collega Lugh e Brigid e quindi gli aspetti agrari e pastorali,  altri ancora erano i modi di celebrare Lughnasadh.

Primo fra tutti il ritrovarsi su di un'altura, per commemorare Lugh e Tailtiu con gare di abilità e forza ,che allenerebbero anche alla fatica del raccolto come accade ancora oggi negli scozzesi Giochi Gaelici d'Agosto, e con competizioni poetiche di bardi e musici, di cui Lugh stesso era il patrono.
Ed è proprio da questi raduni, in gaelico nasadh, e dal nome del dio che viene appunto il nome della festa.

I festeggiamenti duravano due settimane e si approfittava anche per tenere fiere e scambi commerciali fra artigiani ed allevatori, così da affermare nuovamente l'importanza della solidarietà e da dare fisicamente vita ai frutti del proprio lavoro, concreto ed interiore, iniziato ad Imbolc sotto la benedizione di Brigid, musa della creatività.

Un altro importante rituale legato a questa festa prevedeva il taglio del primo covone da parte del capofamiglia e la preparazione, con il grano appena raccolto, di piccole pagnotte da offrire alle persone come pani propiziatori.

Ed è proprio per via di questa tradizione che Lughnasadh prende anche il nome di Lammas, abbreviazione di Loaf-Mass, ovvero Messa della Pagnotta.


Anche i fiori avevano un ruolo importante in questa festa e se ne facevano ghirlande o collane da donare alle ragazze come auspicio di fertilità e come invito all'accoppiamento, così da celebrare l'unione tra Lugh e la Terra e da riprendere il matrimonio nei boschi già visto a Beltane.

A Lughnasadh il concetto di fertilità si legava quindi alla sessualità umana e non erano affatto rari nemmeno i così detti "matrimoni di prova" che duravano un anno ed un giorno.
Questi avvenivano presso una sorgente, accanto alla quale si trovava un alto muro con dei fori in cui uomini e donne mettevano a turno le mani.
Se all'uomo piacevano le mani della donna, che non vedeva poiché nascosta dal muro, allora le stringeva, sigillando così l'unione.
Se tutto andava bene, allo scadere del periodo di prova si poteva rinnovare il matrimonio mentre invece, se non si era soddisfatti, bastava tornare al muro, mettersi schiena contro schiena e prendere due direzioni opposte per rompere consensualmente il patto.

I fiori ,inoltre, venivano anche indossati per salire sull'altura cerimoniale e lì venivano sepolti ,come simbolo dell'estate ormai conclusa e per assicurarsi che l'energia di Samos tornasse alla Terra per renderla nuovamente fertile.


Ecco, questa è, in sintesi, l'anima della festa di Lughnasadh e se volete celebrarla anche voi al giorno d'oggi, ecco qualche semplice suggerimento per farlo.

Questa festa cade nel periodo estivo, per noi sinonimo di vacanze, di alleggerimento mentale, di chiusura delle fatiche invernali e di raccolto dei frutti derivanti dalle stesse.
Si chiude quindi un ciclo e nel medesimo momento se ne apre un altro.
Tutto è maturo come ciò che è stato seminato e ,riposandosi, ora ci si prepara all'autunno e ad un nuovo giro della ruota dell'anno.

Quindi, oltre al godersi il meritato riposo ed al concedersi qualche gioia in più, potrebbe tornare utile il riflettere con una breve meditazione sul concetto sacrificale della festa in cui il grano si trasforma per lasciare spazio al pane.

A livello interiore ,qualcosa è destinato ad andarsene in favore di un aumento del nostro livello creativo, sia in ambito quotidiano che professionale.

Per celebrare questo passaggio ,ancora oggi nei paesi celtici si recuperano spighe dai primi covoni e s'intrecciano a formare ghirlande decorative o bamboline, dal colore dorato come la Luce donata da Lugh.

Allo stesso modo si possono usare foglie di pannocchia, forse più facili per noi da recuperare.

Ancora, si può porre sul tavolo una ciotola con alcuni cereali accanto a tre candele accese e ringraziare in sequenza Lugh, portatore di luce, la Terra, che ha ospitato i semi, ed infine il Grano stesso, che si sacrifica trasformandosi in farina per portare nutrimento.

In ultimo si può riflettere sul Sole Calante ,che si appresta a scendere nell'Altromondo, e si può celebrare scambiandosi prodotti da forno ,rigorosamente fatti in casa, mentre si partecipa alla condivisone di scritti o musiche composte durante l'inverno, proprio come facevano i Celti sulle alture.

Questi sono ovviamente solo suggerimenti legati alla tradizione ma sostanzialmente ricordatevi di Lughnasadh come un buon momento per ritrovarsi con le persone, per ringraziare della possibilità di stare insieme in un periodo di gioia ,in cui si raccoglie il frutto della fatica annuale, ed infine per riposarsi mentre ci si prepara mentalmente ad un nuovo anno ricco di semina.


Felice Agosto a tutti ed al prossimo Settembre :)

15 luglio 2017

Alberi ed Ogham, l'anima verde del blog

Eccoci! Anche Luglio è arrivato.

Come per magia chiudo il lavoro biblico annuale ,consegnando tutti i volumi illustrati e le loro varie revisioni proprio quando si avvicina la celtica Lughnasadh, la Festa del Grano e del raccolto" che cadrà nel primo giorno di Agosto.

Spero davvero di riuscire a raccontarvela a breve ma ,nel frattempo, vi annuncio che il blog ed io ci prepariamo ad andare un po' in vacanza :)

Le ultime consegne mi hanno proprio stesa ed i neuroni bramano un po' di riposo.
Per salutarvi, quindi, vi lascio questo piccolo post che servirà anche da ponte fra l'estate e l'autunno, fra il concludersi del vecchio e l'approssimarsi del nuovo, e che spero v'inviterà a tornare ancora fra le pagine del blog.











In autunno, infatti, IncantaMenti si arricchirà di una nuova etichetta, dedicata stavolta al mondo vegetale ed ispirata ad un bellissimo dono ricevuto diverso tempo fa da un'amica molto speciale, direi quasi una sorella.



























Il dono è un mazzo di carte "oracolari" basate sull' Ogham, l'antico alfabeto celtico legato agli alberi ed usato, secondo la tradizione celtica, per comunicare fra iniziati tramite una sorta di codice segreto.

Le carte son giunte in un delizioso cofanetto con tanto di notepad e libretto esplicativo e le ho trovate da subito così preziose da volerle maneggiare il meno possibile , per non rovinarle ^^














Esse stanno comodamente in una mano e la loro decorazione ricorda un po' quella dei libri miniati. Infatti, oltre a riportare i diversi alberi e le lettere ogamiche ad essi collegati, presentano una piccola cornice lavorata ed il nome della pianta nella doppia lingua: inglese e celtica.























Anche il testo che le accompagna è in lingua inglese e, oltre a raccontare qualche cenno sull'Ogham e sui Druidi, spiega brevemente il significato di ogni pianta e come effettuare la lettura oracolare.














Quest'ultima è tutto tranne che semplice, nel senso che presenta una struttura articolata, basata su 3 cerchi di 5 carte ciascuno e collegati fra loro, ispirata all'antico simbolo della Croce Celtica.

Se questa è la prima volta che sfogliate il blog, vi suggerisco di fare un salto QUI per ritrovare i vari articoli dedicati al mondo celtico e comprendere così al meglio i miei riferimenti ad esso.
( Vi ricordo che l'elenco verrà aggiornato con le prossime feste e che troverete tutti gli articoli relativi ai Celti cliccando l'apposita etichetta "Celtica" ,posta fra le altre sulla colonna sinistra del blog).

Tornando al nostro oracolo, devo dire che in queste carte nulla è lasciato al caso e che tutto ha un suo senso profondo.
Dai simboli ai colori, dai nomi ai numeri, tutto ha un significato e tutto concorre a creare un quadro completo in riferimento alla domanda che si rivolge al mazzo.

Pur non trattandosi di Tarocchi veri e propri, questo è  comunque un sistema di divinazione, antico come le rune vichinghe o l'I Ching, ed utile per accompagnare la persona nella quotidianità, alla scoperta di sé e della parte "nascosta" che ci vive accanto ogni giorno.

Il simbolismo naturale di queste carte permette un avvicinamento molto sereno e quieto a ciò che di noi non conosciamo o che, per meglio dire, abbiamo soffocato con la frenesia della quotidianità.
L'oracolo degli alberi ,infatti, non dev'essere inteso come metodo per conoscere il futuro, cosa che non dovrebbe essere fatta nemmeno con altri strumenti divinatori poiché il loro fine ultimo non è quello, ma piuttosto come modo per ri-scoprire se stessi attraverso il mondo vegetale, ricavando da ciò una sorta di piccola luce riguardo la strada da seguire al fine di vivere e crescere ,apprezzando il proprio percorso nella gioia così come nella fatica e senza scordare il libero arbitrio personale.

Come dice il libro allegato:
"l'Oracolo dell' Ogham è un modo per ripulire, di tanto in tanto, la strada dai rami secchi e vedere così dritto al cuore della soluzione"e questa mi pare una definizione molto calzante, semplice ma chiara, perfettamente attinente a questo sistema divinatorio .

Personalmente trovo il mazzo molto bello, anche a puro livello decorativo, e, da appassionata di alberi fin da bambina, ho colto il suo arrivo come occasione per affinare le mie conoscenze vegetali dedicandomi alla lettura di ulteriori libri sull'argomento.
Per questo, e per il piacere di condivisione che contraddistingue il blog da sempre, ho pensato di creare l'etichetta nuova di cui dicevo all'inizio.

Il suo nome sarà:
"Arborea" 
e la ritroverete come sempre nella colonna sinistra del blog.

Ho scelto tale nome perché trovo il suo suono ciclico ,grazie alla medesima iniziale e finale, e penso che esprima anche tutta la serenità derivante dal mondo verde.
Inoltre collega bene l'argomento celtico già affrontato, che verrà comunque portato avanti, al taglio sempre più naturale e vitale che il blog ha iniziato ad assumere già da qualche anno.

Se avete giocato sulla mia pagina Facebook, sappiate che le email con le vostre risposte sono state raccolte e che quindi io conosco il nome del vincitore/i e potrò contrattarlo/i.
In ogni caso, se sarete più veloci di me nel riconoscere la vostra vittoria, fatevi sentire :)

Sarò felice di premiarvi raccontandovi quale suggerimento abbia in serbo per voi la Natura in questo specifico momento dell'anno che volge al raccolto, e quindi ad un mutamento ciclico molto forte.

Quella che farò sarà una piccola lettura di una sola carta-albero ,pescata appositamente per voi ,ma sappiate che sarà accompagnata dalla luce di una candelina bianca e dal profumo di un magico incenso verde, così da donarvi una ventata di freschezza estiva positiva, oltre ad un possibile spunto riflessivo in tutta serenità.
Se però preferite, vi leggerò la carta-albero corrispondente al vostro mese di nascita.
A voi la scelta :)

Inoltre, con la lettura riceverete la foto della vostra carta ed il desktop tratto dalla foto del gioco, senza l'ingombrante parte destra .














Vi ringrazio per aver giocato per il piacere di farlo e vi saluto ,sperando di riuscire a pubblicare l'articolo su Lughnasadh all'inizio di Agosto.
In caso contrario, felice resto dell'estate a tutti e al prossimo Settembre :)


"Gli alberi hanno sempre vissuto con l'uomo, fin dall'inizio della vita, ed alcuni di loro sono vecchi di secoli e ricchi di una conoscenza quasi ancestrale. Per questo si dimostrano un porto sicuro, perché l'unica concessione che si permettono è il cambiamento dettato dal mutare delle stagioni".
Liz and Colin Murray


ps: non avete giocato ma volete ugualmente la foto per il desktop? lasciate un messaggio e ve la manderò lo stesso ;)

18 giugno 2017

Bio routine estiva e qualche nuova coccola

Il caldo è qui, pant pant!

Mancano solo 9 doppie tavole (più qualche ovvia ed immancabile revisione colore) alla consegna finale dei volumi biblici ed io ,sinceramente, non ho abbastanza energia per uno dei tanti post che avrei in mente riguardo alle belle letture del momento.
Così ,anche se il blog non si occupa esclusivamente di beauté ,mi prendo un'oretta e scrivo un post semplice, di quelli leggeri e dedicati al BIO. Che in ogni caso fanno parte del "prendersi cura di sé", esattamente come il leggere o seguire qualche attività che porti gioia all'anima oltre che al corpo.

Con l'arrivo del caldo ho cambiato routine pelle/capelli e l'ho adeguata alle temperature/necessità attuali, decidendo anche di testare un paio di prodotti nuovi.
Qui di seguito vi racconto quindi qualcosina, sperando ,come sempre, che possa esservi utile.
Se volete ritrovare altri BioPost in generale o dedicati alla recensione di altri prodotti, andate sulla colonna sinistra del blog e cliccate l'etichetta BIO.
Li troverete tutti lì ma ricordate di scorrere poi a fondo articolo su "post precedenti", così da visualizzare anche i più vecchi ;)

Giusto per info introduttiva vi ricordo che io non uso make up ,perché non amo il colore sul viso ma solo sui fogli da disegno, e che la mia pelle è molto sensibile anche se finalmente si è parecchio equilibrata nella questione secca/grassa, penso anche per merito dei 2 litri d'acqua al giorno che bevo ormai costantemente da due anni. Perciò posso dire di non avere più problemi particolari se non un po' di secchezza intorno agli occhi ,che spero di risolvere con un buon contorno occhi BIO 
di cui andrò a caccia mentre sarò in vacanza in Bretagna ;)

Inoltre, dato che l'alimentazione ( di cui trovate un post dettagliato QUI ) rientra nella cura di se stessi, vi dirò che l'eliminazione dello zucchero raffinato ,sostituito con il miele, e la forte diminuzione del consumo di sale da ormai un anno ,hanno contribuito parecchio al miglioramento della pelle e alla drastica diminuzione della cellulite, anche se da Dicembre ,per via del parecchio lavoro, il mio workout si è ridotto a soli 15 minuti di saltelli ogni mattina.
In ogni caso ,son comunque felice anche di questo perché ,tutto sommato, il mio peso è sceso di due chili rispetto a Giugno scorso, nonostante "le scorte" invernali ^^

Perciò sì, i prodotti BIO sono certamente molto importanti ,anche per il rispetto dell'ambiente in cui viviamo, ma tenete conto del fatto che loro da soli non fanno miracoli.

Detto questo, ecco qui la mia mini recensione estiva di prodotti che uso e che potete trovare anche qui in Italia ,su negozi on line come ad esempio Biotiful, Bioveganshop o Ecco Verde.


Capelli:
generalmente quando arriva l'estate utilizzo sempre lo shampoo per lavaggi frequenti della Cosmo Naturel ( che trovate su Onatera ), perché delicato e dal profumo agrumato, perché di ottima composizione e perché ,dato il formato, risulta molto conveniente.
E' il classico prodotto bio ottimamente bilanciato ,senza solfati (che induriscono il capello) ,dall'ottimo rapporto qualità prezzo e che dura parecchio poiché concentrato (quindi da utilizzare diluito ad ogni lavaggio).
Ultimamente però ho una leggerissima forfora e così ho pensato di alternarlo ad uno shampoo specifico scegliendo quello Purificante della casa italiana Biofficina Toscana.














A mio parere è ottimo, ben bilanciato anche questo e dal buon profumo fresco di menta ed eucalipto.
Davvero gradevole nella texture, nella quantità di schiuma e nella resa. 
In sostanza ,un buon prodotto purificante ma non aggressivo. Proprio quel che serviva a me :)
Generalmente non sono fan degli shampoo specifici "per capelli grassi" perché credo che al capello basti uno shampoo semplice/normale che pulisca senza sgrassare troppo e senza impoverire il cuoio capelluto.
Però, tenendo sempre a mente la teoria per cui nella vita ci va equilibrio, credo che in caso di necessità mirata ,come ad esempio la mia in questo momento, si possa considerare l'idea di utilizzarne uno a patto di alternarlo, proprio per fare in modo che la sua azione non diventi troppo incisiva.
I capelli, come la pelle, variano il loro equilibrio nel tempo e possono certamente cambiare esigenze, perciò ben vengano le cure specifiche ma, a parer mio, solo per brevi tempi, fintanto che i capelli non si ristabiliscono.
Infatti, secondo me, se problemi particolari si protraggono nel tempo, è meglio fare una visita e rivedere la propria alimentazione perché ,spesso, le cause di un capello o di una pelle problematica sono interiori e quindi sarebbe bene curarle da dentro :)

Con l'acquisto dello shampoo ho ricevuto anche un campioncino della linea La Saponaria ed anche di questo sono molto soddisfatta, così tanto che presto farò un altro piccolo ordine e prenderò il flacone da usare per tutta l'estate in alternanza a quello Purificante.














Questo shampoo è indicato per capelli secchi o trattati ma è leggero, pulisce e schiuma molto bene pur usato in piccola quantità. Ha un attraente profumo di arancio dolce ed altri agrumi e porta proprio una ventata di freschezza, unita però anche alla dolcezza dell'olio di girasole che non appesantisce.
Ho potuto usarlo due volte, proprio perché concentrato e quindi da diluire, e mi è piaciuto molto perché pur essendo per capelli secchi non è risultato in alcun modo pesante.
La mia decisione di usarlo per l'estate viene dal fatto che mi piacciono parecchio composizione e profumo e penso che la prima andrà a bilanciare eventuali effetti aggressivi "a lungo termine" del primo shampoo che per ora non posso prevedere. 
Insomma, anche qui una felice scoperta ad ora di inci ,composizione e profumo e me lo regalerò come coccola estiva :)

Sempre a causa del caldo di questo periodo dell'anno, ho notato che ai miei capelli non bastano più le maschere al miele homemade o i semplici impacchi di balsamo pre-shampoo per restare morbidi ed idratati.
Così ho voluto provare qualcosa di specifico anche qui ed ho comprato questo impacco per capelli "delizia" di Maternatura :














Lo chiamo così perché ha un profumo di fiori buonissimo ,dolce da svenire ma niente affatto nauseante, e perché reidrata ed ammorbidisce i capelli fin dalla prima volta.
L'ho provato in posa pre-shampoo per 30 minuti ma trovo che dia il meglio di sé dopo, sempre in posa per lo stesso tempo.
Personalmente lo uso solo sulle lunghezze e sulle punte ,dove ne sento di più la necessità, e perciò non so se messo sulle radici possa appesantire. A me non ha dato alcun problema, solo benefici, e mi aiuta a contrastare il senso di "secco" che avverto spesso quando giunge il caldo e che causa un inaridimento che invece d'inverno non si propone mai.
Penso che anche lui mi accompagnerà fino alle vacanze ,dato che poi con il clima e l'acqua bretoni i miei capelli ritrovano subito il loro equilibrio personale e non necessitano più di nulla di specifico.  

Io ho i capelli lisci e molto fini e nel tempo ho imparato a conoscerli e a riconoscere le loro reazioni  ai vari cambiamenti, di salute ,di temperatura e di clima.
Sinceramente ritengo che questa sia una cosa molto importante da fare e vi suggerisco di cuore di metterla in atto perché in realtà i consigli sono solo consigli e possono anche non andare bene per tutti.
Il meglio da fare è quindi ,soprattutto, imparare a conoscersi, con pazienza ed amore, come sempre dentro e fuori.

Quasi scordavo, l'unica "pecca" di questo prodotto è che produce molta schiuma al risciacquo e perciò usatela con parsimonia, nei confronti dell'ambiente e dell'acqua che berrete in futuro poiché tutto torna in circolo, e sciacquando i capelli con molta cura. In ogni caso, essendo un prodotto che funziona molto bene, non richiede l'applicazione di grandi quantità.


Viso, Mani e Corpo:
Anche qui ,da inizio mese ho cambiato un po' routine e mi sto trovando meglio, diciamo più in linea con le temperature. 















Già da qualche mese uso per il viso la crema della casa francese Karité ( presa sullo shop Onatera,principalmente a base di aloe e che grazie alla sua texture in gel rinfresca ed idrata senza appiccicare.
La crema invernale della Ballot Flurin, che uso con tanto amore poiché apprezzatissima dal mio viso, era diventata troppo ricca per la stagione calda ma devo ammettere di aver trovato un ottimo sostituto.
Perciò, se cercate qualcosa di ben equilibrato, idratante e rinfrescante, posso dirvi che con questa io mi sto trovando molto bene. Inoltre ne basta davvero poca e vale anche come contorno occhi d'emergenza ,se non ne avete uno apposito.

Avendo finito la crema per le mani usata tutto l'inverno (questa della Biofficina Toscana) ed essendomi trovata davvero bene l'ho ricomprata ,perché anche lei mi fornisce il giusto grado d'idratazione senza ungere ed asciugandosi in fretta. Pregi ,questi, per una crema mani :)
Pensando però alle vacanze e volendo una confezione più piccina e pratica, ho voluto testare l'Extra Vergine de La Saponaria ,senza profumo ma con un inci interessante, e sono rimasta piacevolmente soddisfatta.
Ammetto che sia una crema più consistente e quindi preferibilmente utilizzabile prima di dormire, poiché non asciuga in fretta, ma la trovo davvero preziosa poichè fornisce una coccola in più quando le mani sono più provate. E le mie ,devo dire, patiscono di più ora che in inverno.
Quindi gran bel prodotto anche questo :)
Il fatto poi che non abbia profumo ma che ricordi vagamente il sentore dell'olio, mi si addice e non m'infastidisce per nulla. Anzi, sulle mani preferisco proprio non avere profumi particolari ^^ 

Un altro prodotto che volevo provare da tempo era un deodorante BIO ma leggevo spesso dell'inefficacia di molti e così continuavo a rimandare. Stavolta però mi son decisa ed ho pensato di testarne subito uno ed in condizioni di caldo, il banco di prova più arduo :)
Così ho preso quello in crema della Biofficina Toscana, seguendo i tanti commenti positivi a riguardo.
L'ho testato per bene, credetemi, e sinceramente non me ne pento affatto.
Ha un profumo agrumato/fiorito molto piacevole e non fastidioso ed il suo uso non mi ha creato nessuna reazione allergica, così come non mi ha macchiato le t-shirt.
Ovviamente, in caso di grandi sudate come una bella corsa, è consigliabile lavarsi e rimetterlo ,poiché non persiste come i classici deodoranti chimici. Però, in situazioni di sudorazione normale lo trovo ottimo e fa al meglio il suo dovere evitando la formazione del cattivo odore.
In sostanza, appena messo profuma molto, è gradevole e persiste sulla pelle. Se si suda ,invece, potrei dire che il profumo scompare ma il deodorante agisce evitando l'odore di sudore.
Perciò ecco, per me funziona, anche perché ,personalmente, preferisco sentire il profumo della crema ( di cui vi dico appena sotto) o il profumo stesso che vaporizzo prima di uscire. 
Insomma, brava Biofficina e grazie !

Nell'ultimo periodo ho anche cambiato sapone per la doccia quotidiana, usando questo panetto (preso lo scorso anno in Francia ma che trovate sullo shop francese Mondebio) di cui mi piace la composizione e che trovo vada bene per tutto il corpo anche se è dedicato all'igiene intima.

A me piace perché non è per nulla aggressivo e facendo una doccia ogni sera trovo che sia più delicato del precedente docciaschiuma liquido.
Il profumo è davvero molto particolare, poiché contiene estratto di propoli, purificante ma anche prezioso per la pelle, e non si può dire che possa piacere a tutti. Personalmente però non lo patisco poichè non persiste affatto sulla pelle, ottima cosa se poi si desidera applicare una crema profumata sul corpo.

E giusto a proposito, io continuo ad usare questa ( venduta anche su Bioveganshop ):














Per me rimane il top, soprattutto d'estate, poiché ha un gradevolissimo profumo di fiori, è idratante ma al tempo stesso non appiccica e si asciuga in fretta.
La uso praticamente tutto l'anno ,dopo la doccia, e trovo la sua composizione molto ben equilibrata.
Per sfizio l'ho provata sulle mani ma essendo così delicata non è ovviamente bastata. 
Questo, a mio parere, conferma la sua giusta idratazione per il corpo ed il suo vantaggioso punto di forza che è il "ti restituisco l'acqua e l'elasticità ma non appiccico".

In chiusura vi parlo ancora della spazzola ( presa in vacanza ma simile a questa sullo shop di Ecco Verde ), già citata in post precedenti e che uso come "scrub a secco" ogni mattina prima di vestirmi.
Per me è il miglior scrub naturale ,il modo più pulito ed efficace per rimuovere le cellule morte, ravvivare la pelle e tonificarla. Forse è un rimedio vecchio come il mondo ma è molto efficace e porta proprio una piacevole sensazione di "sveglia".
Unica cosa da ricordare: usatela dal basso verso il cuore e non esagerate nella pressione poiché le setole sono piuttosto energiche, inoltre non usatela sulle parti del corpo più delicate come ascelle o punti in cui le vene siano molto evidenti o creino problematiche.

Se lo scrub a secco non vi basta/convince, ce n'è un altro che uso una volta al mese e che è al contempo anche rassodante ed anticellulite. Si tratta dello scrub ai fondi di caffè ( quelli della classica moka ), olio di jojoba ( due bei cucchiai generosi  per ogni fondo di caffè ) e miele ( anche qui due cucchiai ),














da massaggiare con energia sulla pelle umida prima della doccia e da sciacquare poi molto bene e con acqua calda.













E' estremamente tonico ed aiuta parecchio la pelle in maniera naturale, così da evitare problematiche legate a prodotti anticellulite in genere che ho avuto in passato ( qui ) e che vorrei evitare di ripetere per tutta la vita :)
Quando arriva l'estate e vedo le varie "pubblicità anticelulite" ,mi tornano sempre in mente e cerco di sensibilizzare le persone il più possibile affinché abbiano cura di sé.


Ecco, in quanto a " bellezza per principesse sempre di corsa ma con un cuore ", per stavolta è tutto :)

Buona domenica e felice estate!

25 maggio 2017

Il momento fatidico

Ci risiamo.

E' Maggio, la vita si risveglia, il sole illumina l'espressione letargica ed orsigna che accompagna Mr Baggins come una collezione d'abbigliamento per tutto l'Autunno/Inverno ed io intravedo la luce in fondo al tunnel delle consegne :)














E' il momento fatidico.

Quello in cui la pioggia primaverile bagna il prato che ondeggia di verde lucente, l'odore d'erba bagnata solletica il naso ed il cielo terso dal vento ti suggerisce che è ora.
No, non quella di preparare i documenti per la dichiarazione dei redditi, pagare le tasse, programmare il matrimonio o di pensare ad un figlio, anche se in tutto questo non c'è assolutamente nulla di male ed io sono ben felice per te che stai leggendo se gli ultimi due punti riguardano il tuo sogno ed anzi t'invito a seguire il desiderio e trasformarlo in realtà.
Solo che per me è diverso, per certi versi più semplice, per altri complicato, redditi e tasse a parte. Ovvio.
Fatto sta che è ora di tirare fuori La Scatola.

La Scatola ,sostanzialmente, contiene cartine, guide, appunti, liste, scontrini e brochures riguardanti la Bretagna (per lo più certamente lei ma anche la Francia in generale) collezionati negli ultimi 7 anni di viaggi ed il prenderla a due mani dal ripiano dove sonnecchia in inverno è diventato ormai un vero e proprio rituale.

Lei però è ormai anche un'entità a sé, un mini coffre des reves, di balades le nez en l'air, di parole prima sconosciute ed ora amiche, di pietra scura bagnata dalla pioggia, asciugata dal sole e modellata dall'oceano, di cattedrali, cappelle, scogliere, di suoni di mouettes e dolce profumo di kouign-amann che riempie il cuore ancor prima della pancia.


































La Scatola vive e conserva con cura tutto ciò finché non arriva il Momento di Maggio, quello del risveglio che spinge a sognare ancora un altro viaggio.













Certo i nostri non sono quelli rivoluzionari di chi parte da solo o per mete in capo al mondo, così come non sono quelli strabilianti e free che possono permettersi coloro che hanno una vita elasticissima, ma per me hanno comunque un'importanza profonda perché sono quel piccolo momento dell'anno in cui l'Iniziazione può avvenire ancora ed il Percorso può proseguire, donandoci al rientro sempre qualcosa in più a livello interiore.

Anche se io lavoro come freelance e posso permettermi di pianificare il lavoro un po' più agevolmente di Mr Baggins, che invece è un dipendente, devo comunque restare in equilibrio fra le necessità di entrambi e quelle del mio mestiere, autogestito ma legato comunque alle scadenze editoriali e all'agenzia, e così ,solitamente, partiamo in estate.

A Maggio però la Scatola fa come i Celti, "inizia prima" e comincia a farsi sentire come il richiamo dei tamburi di Jumanji ,così io la apro e vi rovisto dentro in cerca d'ispirazione.

















Credetemi, è  un vero momento magico, una letterale esplosione di "vedi questo, non tornare più qui, ricordati che lì c'è un rifornimento comodo e che hanno i dolcetti che vuoi tu, attenta là perché hai già sbagliato strada due volte ed il navigatore non lo sa, sii elastica con il programma perché Mr Baggins ha le mattine difficili e perché tu quando sei in giro vorrai sicuramente vedere anche altro".
Insomma, una raccolta vivente, una sorta di microcosmo che evolve nel tempo.
Esattamente come me/noi. 

Difatti, come sempre, la Bretagna ha milioni di splendidi angoli da scoprire ma la parte migliore alla fine è il mood che accompagna la mia cerca e che scopro essere diverso ogni anno.

Ogni anno che torniamo dai nostri giri bretoni evolviamo un po', come singole persone e come coppia, ed è interessante e bello notare quanto questo, ed il successivo inverno di "digestione",o per dirlo in maniera celtica, d'introspezione e sviluppo di Giamos ,influenzi la scelta e la costruzione dell'itinerario successivo.

Ogni anno stilo un elenco dei luoghi che vorrei vedere ed ogni anno lo noto legato da un filo invisibile, che magicamente tesse da solo una trama: il percorso che ci farà avanzare di un altro passo.

Ogni anno ci rimettiamo in macchina per setacciare chilometri di quella Terra che è la Casa della mia anima e che, come per magia, riesce ad accordare i gusti miei e quelli di Mr Baggins.
Il che non è affatto poco.

Ed ogni anno è un piccolo e grande momento prezioso ,da non sottovalutare o sminuire mai.

Tutti i 4000 chilometri di strada che percorriamo racchiudono in sé un miliardo di momenti e sanno regalare emozioni di ogni tipo, a volte anche di nervosismo e stanchezza perché un viaggio itinerante è anche qualcosa che costringe a mollare un po' la mania di controllo e a lavorare sullo spirito d'adattamento in una realtà che esula dalla solita routine di casa.
Inoltre ,anno dopo anno, si avverte sempre più la stanchezza ed affiorano nuove consapevolezze capaci di minare l'entusiasmo MA ,potendo farlo, è bene partire comunque e contrastare la comfort zone o i timori vari.

Anche perché diciamocelo, i biscottini al burro comprati e mangiati in Bretagna hanno un gusto totalmente differente.

Loro sanno di quella quiete e serenità mentale che nemmeno tutto lo yoga o la meditazione invernale messe insieme possono replicare.
E poi oh, volete mettere la leggerezza con cui vanno giù mentre trotterellate su per le scogliere indipendentemente dal meteo?
Se c'è il sole il burro vi si scioglie fra le dita e non ve lo levate più fino a sera, se piove l'umidità lo fa risaltare ed appiccicare ai vestiti e non ve lo levate più fino a sera comunque.
In ogni caso ,una gioia :)












Per questo anche stavolta ho risposto al richiamo ed ho aperto la Scatola, anche se l'autunno e l'inverno hanno instillato in me stanchezza, timori e ricordato eventi passati poco piacevoli, perché finché sarà possibile sarà bene assecondare il sussurro di Casa e farlo con fiducia, per poter espandere la mente ,incanalare nuova energia e farla fluire ancora.






























Anche se agli occhi di molti sarà soltanto un altro viaggio in Bretagna, per me sarà invece un altro dono, un'altra bella opportunità per scoprire le nuove e migliori versioni di noi stessi e che pian piano vedo profilarsi all'orizzonte.














Vi auguro una bella stagione ricca e che possa dare luce al progetto che più vi sta a cuore.
Non so quanto scriverò ancora sul blog da qui a Settembre, perché le idee sono tante ma il tempo sempre meno.
Prevedo due mesi di consegne serrate e tra loro ed il caldo improvviso sarà difficile ritrovarsi qui a scrivere.

Per il momento, un abbraccio grande e ,per chi dovesse essere nuovo di qui, sulla colonna sinistra del blog ci sono tutti i diari di viaggio bretoni dal 2010 fino ad oggi.
Eh sì, con la Bretagna, per me, è proprio una storia d'amore :)

23 maggio 2017

One Heart Fire, la danza dell'umanità

Se il Wesak ( qui )vi ha incuriositi, sappiate che domani 24 Maggio 2017 ci sarà un altro evento al quale tutto il mondo è chiamato a partecipare, fisicamente o anche solo simbolicamente.












Si tratta della Danza per l'Umanità , chiamata One Heart Fire, con la quale i Boscimani del Kalahari festeggeranno l'inizio di un nuovo ciclo legato alla Nona Onda e al Calendario Maya e che è stata nominata così in occasione di quella che si spera possa essere una Nuova Età dell'Oro per il genere umano, la così detta Età del Cuore.











I Boscimani del Kalahari sono una sorta di collettivo sciamanico depositario di quell'antico sapere che vede l'uomo capace di comunicare con gli spiriti e con il divino e realizzeranno questa grande cerimonia con l'intento di amplificare l'energia della Nona Onda e di ricordare al mondo che il destino di tutti noi risiede nell'unità, nell'essere uniti e nel risuonare in sintonia, esattamente come le onde di cui parlano i Maya.

Ma facciamo un passo indietro per capirci qualcosa in più.

Secondo il calendario Maya la vita è composta di cicli ed esisterebbe una sorta di "sistema di nove onde" capace d'influenzare il corpo e la mente delle persone agendo a livelli differenti e a seconda dell'onda con cui la coscienza di ciascuno si sintonizza.












Secondo gli studi pare che questo sistema abbia iniziato a funzionare in parallelo il 28 ottobre 2011 e che domani ,essendo il primo giorno del nuovo ciclo, sarà l'occasione perfetta per permettere a tutte le coscienze di "risuonare" insieme e specialmente in sintonia con la Nona Onda, quella in grado di sviluppare in noi un maggiore senso di totalità, di unità con il prossimo, cosa che si sta rivelando sempre più necessaria per affrontare l'epoca difficile in cui ci troviamo.

Lo studioso C.J. Calleman afferma che tutto l'universo, e così l'uomo, sia il risultato della combinazione di queste nove onde e che esse agiscano sul cuore in maniera diversa, a seconda dell'intento racchiuso in ciascuno di noi.
Secondo lui, la maggior parte delle persone oggi risuona con la sesta e con l'ottava onda ,non completamente capaci di creare un cuore "totalmente aperto", ma si dice anche certo che molte persone abbiano iniziato a risuonare con la nona, quella capace invece di generare "un'apertura totale", e sottolinea che per tale motivo l'evento di domani avrà un'importanza di un certo peso, perché la maggiore consapevolezza che si verrà a creare con la sua diffusione potrà aiutare l'uomo ad amplificarne la risonanza, e quindi anche l'effetto.

Certo non cambierà tutto in un solo giorno e con una sola danza ma, come sempre, meglio condividere positività e consapevolezza perché se da soli si può fare poco, insieme invece ci si può aiutare a vicenda.

Perciò, anche se non sarete a Città del Capo per danzare con loro, i San, i Boscimani, v'invitano a condividere largamente l'evento e a partecipare, anche solo accendendo una candela di consapevolezza e danzando per vostro conto.














Se vi fa piacere, potete condividere questo articolo o direttamente la pagina Facebook riguardante l'evento.


A tutti l'augurio di una nuova consapevolezza ed un ringraziamento a chi contribuisce ogni giorno a creare una Coscienza Collettiva Positiva.
Il mondo ha bisogno di voi, ora più che mai.

A presto :)