23 febbraio 2018

Considerazioni, verso il plenilunio di Marzo

















Oggi nevica, moltissimo, come se fosse Dicembre, e sono profondamente grata all'Universo per la calma che questa nevicata infonde nel mio cuore. Ne avevo un bisogno immenso e pare che io non sia l'unica, a giudicare dalle email che mi mandate.
Penso che Febbraio stia provando molti di noi, fisicamente ed emotivamente, e forse chissà, magari è anche un po' per via della Primavera in arrivo e di questa lenta uscita dall'Inverno che in qualche modo pesa un po'.

Forse è ora di fare nuovamente un po' di grounding, di tornare all'essenza, al "noticing", al far caso alle piccole cose belle, che abbiamo intorno e che talvolta diamo per scontate, e a cosa percepisce la nostra pelle e sentono le nostre orecchie interiori.

Ad esempio, oggi io ho scelto di lavorare in cucina piuttosto che in studio, perché è più raccolta e fa più caldo, perché così posso sentire Emrys rosicchiare i suoi semini o ascoltare il ticchettio dell'orologio, o ancora posso vedere gli uccellini ,che vengono a fare scorta sul balcone, oltre a poter cogliere al meglio ogni singolo fiocco di neve che si posa sull'edera.
Sembra sciocco ma non lo è perché ogni tanto abbiamo bisogno anche di questo, del notare e del ringraziare la vita, perché anche stamattina respiriamo e possiamo sentir battere il nostro cuore.
Perché siamo Qui ed Ora, cosa niente affatto scontata.

Personalmente nell'ultimo periodo mi sono ritrovata molte volte seduta per terra a gambe incrociate a meditare o sul mio bounce and burn a saltellare, in entrambi i casi con l'intento di lasciar fluire i pensieri affinché trovassero da soli il proprio "nuovo posto", ed in entrambi i casi ho percepito un vago senso di solitudine seguito quasi subito dalla percezione interiore che ciò non fosse affatto reale.
Suvvia cercate di seguire, non sto impazzendo ma solamente tentando di raccontare qualcosa che forse in molti condividiamo, a volte anche inconsapevolmente, e che chissà, potrebbe tornare utile in qualche modo.

Come dicevo, mentre facevo ordine a modo mio, so di aver provato un senso di solitudine per venire poco dopo smentita da una percezione interiore più forte, quasi un toccare ad occhi chiusi una sorta di calore avvolgente, un rinnovato senso di compagnia che porta a sorridere al nulla e ad avere la certezza, materialmente immotivata ma spiritualmente reale, del positivo, della famosa strada che è lì ,sotto ai tuoi piedi, e che stai giustamente percorrendo nonostante i rami sui quali inciampi o che ti graffiano le mani e l'anima.

Diciamo che per me, fino ad ora, Febbraio è stato come trovarmi in un campo battuto da una tempesta e percepirne l'effetto arricchente nonostante l'intensità e lo sconquasso e che la sensazione di solitudine provata ogni tanto nell'assistere a tutto ciò abbia portato alla luce la compagnia e la bellezza universali alle quali, troppo spesso, non facciamo caso.

E' piuttosto strano per via della sua singolarità ma è stato come credermi sola e poi notare intorno a me un campo d'energia che ha sostituito la prima percezione :)

Sarà che ho avuto modo di confrontarmi con un paio di amici particolari davanti ad un succo di frutta e che i nostri discorsi sono andati ben oltre la sfera materiale, tangibile, o sarà che la vita, nel portarmi altro, mi ha portato anche Cris, un giovane "maghetto" ventenne ma dalla mente così aperta da superare spazio, tempo ed età, permettendomi di riflettere in maniera più ampia, sorridente e serena, sarà… ma in ogni caso quel che ho sentito, e che sento anche ora, è che la solitudine percepita a volte non è reale ma solo mentale, perché fondamentalmente facciamo parte di qualcosa di più grande.

Perciò, in sunto, mi verrebbe da dire che a parte gli amici dei quali scegliamo di contornarci, o che la vita ci offre come un fiocco di neve che cade esattamente nel punto in cui deve, nei "periodi di tempesta" forse bisognerebbe ricordare essenzialmente 5 cose:

1- che avendo noi stessi e la nostra forza interiore non siamo mai soli, e che per questo coltivare una sana autostima, salvaguardando sempre la gentilezza, è un dovere verso noi stessi e verso il mondo.
2- che tutto è impermanente, e che quindi sarebbe bene fare come l'acqua ed attraversare ciò che viene modificandoci costantemente insieme alla nostra realtà.
3- che la nostra esistenza è connessa a quella del mondo, e che perciò ogni nostra esperienza s'incastrerà positivamente come il tassello di un puzzle in un contesto più grande.
4- che anche una sola nostra parola buona può essere di conforto/supporto ad altri, e che quindi, seppure piccola e detta nella propria difficoltà personale, farà la differenza per entrambi e varrà la pena d'essere pronunciata.
5- che il modo migliore per trarre beneficio dalle tempeste sia guardarle con animo positivo, o al massimo neutrale, pensando che tutto ha un suo senso più grande e che il possibile dolore provato nel suo sferzare sulla nostra testa avrà un fine ultimo benefico, per quanto a noi possa non sembrare.

A questo proposito poi, giorni fa parlavo con un'amica e lei mi diceva " Simo, ma cavolo, ti pare che le cose siano andate così dopo un anno di convivenza? A me viene una rabbia, un nervoso. Proprio non ce la faccio a vederla in positivo".
Ed io, a parte dirle che, ad esempio, a me ora veniva naturale non provare alcuna rabbia nei confronti della mia tempesta, le ho risposto che forse ciò che più aiuta in questi casi è l'attitudine mentale che scegliamo di coltivare quando rispondiamo agli eventi, indipendentemente dal carattere.
Il carattere infatti è quel che è, ed in alcuni di noi si possono scatenare emozioni rabbiose totalmente naturali, ma io fondamentalmente credo che il carattere stesso possa essere educato a guardare le cose  in maniera tale da portarci ad un'evoluzione interiore, alla versione migliore di noi, quella che impara a comprendere gli altri animi e a non disperdere energia se il momento non è quello giusto.

Secondo me tutto ha un suo un fine, anche le tempeste, e nell'attesa di scoprirlo il meglio che si può fare è vivere, con rinnovata serenità e pensando positivamente che in questa vita non si è mai soli perché ci sono energie amorevoli che ci accompagnano quotidianamente, anche se non le vediamo o se talvolta ci sembra di non riuscire a collaborare con loro.

Forse, semplicemente, servono tempo, pazienza ed attesa fiduciosa da accompagnarsi alla migliore vita possibile nel "qui ed ora", anche in base al quarto accordo che sostanzialmente dice:
"fai sempre del tuo meglio per ciò che ti è concesso in quel momento".

















Quindi coraggio, siate fiduciosi e fatelo questo "vostro meglio", anche se oggi è solo 3 piuttosto che 10.
Andrà tutto bene e vedrete che l'Aria della Primavera porterà un nuovo bel respiro.


Fra le cose belle che si sono presentate a me stamattina ho trovato anche questa e così ve la lascio, come ulteriore memo:




















Abbraccio, buoni giorni e grazie per le vostre condivisioni e messaggi :)
Con Amore,

Tissi

ps: Le foto del libro sono tratte da "i 4 accordi", di Miguel Ruiz.
Un bel testo, disarmante per la sua semplicità ma che spinge ad un lavoro interiore profondo, forse difficile ma oggi più utile che mai.

19 febbraio 2018

A bit of music

Coucou !
Oggi faccio un salto di passaggio, giusto per augurarvi una buona nuova settimana.

Per ora diciamo che, poeticamente, la foresta ha bisogno di me ed io di lei e non riesco ancora a terminare i post che ho in mente. Appena possibile, però, riprenderò le varie rubriche di cui qualcuno mi chiedeva notizie e così avrete ancora di che leggere e curiosare.

Nel frattempo vi lascio un po' di musica condividendo un artista che mi piace molto e che ho scoperto per caso tramite Spotify più di un anno fa.
Il suo nome è Ciaran Lavery e che dire... la sua voce e la sua chitarra parlano da sole :)

A voi il premere "play",



io vado a fare posto in Studio, dato che non ho la palestra a disposizione ma che ho comunque voglia di ballare un po'.


E siccome oggi qui fa un freddo freddissimo, faccio anche che lasciarvi la scoperta di oggi, piuttosto in tema anche se manca la neve.


Abbraccio grande!

5 febbraio 2018

"Sì, ma con calma" :)

Oggi è uno di quei giorni magici e sospesi, nella migliore tradizione di passaggio dal regno dell'Inverno a quello della Primavera in cui la pioggia cade a tratti in fiocchi e mi fa sorridere ogni volta che guardo fuori dalla finestra :)

Yule non vuole ancora cedere del tutto il posto ed io sinceramente son felice di godere ancora un po' della sua presenza perché, anche se breve, per me la calma della neve non ha rivali.

Così, mentre l'ascolto sussurrare qualcosa tipo "sì, ma con calma", continuo a lavorare in compagnia del piccolo popolo che abita la collezione di cartoline disegnate per l'agenzia.
(Shhh, non lo dite a nessuno che vi mostro un po' di w.i.p. E' un segreto. )












Anche se tanto ormai si sa che per noi illustratori il tempo è relativo ed il più delle volte si disegna fuori stagione, nevvero? :)


Buone ultime nevicate di Brigid e felice settimana!

PS: so che sto tardando nel rispondere a tutti i vari messaggi qui e là ma Pant Pant! ,sono un bel po' a corto di energia ed il lavoro se la porta via tutta. Perciò abbiate pazienza.
Appena possibile tornerò.
Intanto son qui, vi leggo, prendo appunti, rifletto, lavoro e tento di ricaricare le pile con il cioccolato fondente che mio papà mi ha lasciato nella buca delle lettere ( sì, siamo creativi di famiglia e troviamo sempre una soluzione per starci vicino, anche se fisicamente non possiamo ;) )

3 febbraio 2018

Un po' di musica

In questi giorni vorrei scrivere un centiliardo di cose ma sono troppe e poi mi pare che nessuna frase o parola riesca a dar loro il senso che meritano.
Così me ne sto rintanata in me, lasciando depositare i pensieri ed ascoltando uno dei cantanti più particolari e maggiormente legati a me: Franco Battiato.

Di Battiato ho ricordi che vanno dall'infanzia, quando da bambina lo sentivo casualmente per radio, all'adolescenza, quando una volta, intorno ai 16/18 anni, chiesi in regalo un cofanetto con le sue canzoni e consumai il nastro della musicassetta a furia di ascoltarlo.
Non comprendevo molto delle sue parole ma mi attraevano parecchio e, a tratti, nella vita, le sue canzoni hanno fatto capolino ritornando a me anche senza più quella famosa musicassetta esausta.

Perciò, dato che Battiato ultimamente si riaffaccia e seguendo il consiglio del mio amico Alan-il pittore che ieri mi ha detto "se non ti va non scrivere" e "scrivi solo ciò che ti va" (grazie mille per la tua pratica semplicità, Alan), stasera faccio che lasciar qua alcuni brani di Battiato che amo.
Così l'etichetta "music" si arricchisce e voi potete scoprire un po' di poesia sotto forma di testi e note :)












Ora vado, la pizza del sabato mi aspetta.
Eh, la pizza. A parlarne mi sento come Homer con le ciambelle.
La pizza è una coccola e quella fatta da mamma è ancora meglio.

Vi auguro un buon sabato sera, pieno di stelle e, possibilmente, bei sogni.

1 febbraio 2018

Felice Imbolc !

Oggi festeggio la Primavera celtica, quella che sulla Ruota dell'Anno porta il nome di Imbolc, ed anche se forse è un po' presto per pensare alla Primavera classica si può iniziare a percepirla, a sentirne la Luce.










Essa si trova nel suo elemento, l'Aria, pian piano scaldato da quel Sole che si va rafforzando ogni giorno, e nei primi crocus che spuntano qui e là colorando i prati ancora un po' provati dal freddo dell'Inverno.














Grazie alla Luna Piena di ieri sera inoltre, la Primavera s'insinua anche dentro di noi e ci invita ad uscire, piano piano, per guardare fuori e notare i primi segni del Cambiamento, ciclico e naturale, così necessario all'evoluzione.

Questa Prima Aria di Primavera è umida, ancora ricca di fertile Acqua invernale che si appiccica addosso bagnando pelle e capelli, quasi a voler fermare su di noi ciò che nell'Inverno ha attraversato la Terra di cui siamo fatti, lasciando così dei depositi che ormai fanno parte di noi come preziosi sali.
E' un'Acqua magica questa, che si prepara ad evaporare grazie ai nostri pensieri ed alle nostre idee dando origine a ciò che è la vera ricchezza primaverile, quella capace di scuotere la Terra e richiamarla ancora una volta alla vita tramite la creatività.

Dato che il post sulla Festa d'Imbolc è già stato scritto lo scorso anno, io faccio che lasciarvi il link (questo) invitandovi a leggerlo, o rileggerlo.
















Siccome la mia gita di oggi in cerca di libri è purtroppo saltata per fato avverso, Sigh! :( ,vedrò di allearmi ugualmente con lui e di sfruttarlo al meglio comunque.
Fortunatamente un libro in particolare ce l'ho già e credo l'inizierò stasera per conoscere meglio una delle figure che risuonano di più con ciò che sono.

Il testo che comincerò è questo, ricevuto a Natale e secondo il mio parere molto legato alla creatività, espressa su questa cover dal rosso del Fuoco, il sacro fuoco di chi forgia, con la mente, con le mani e con il cuore.




















Nel salutarvi vi lascio con un'ultima nota riguardante Brigid, a volte detta anche il Cigno Bianco, araldo dell'Inverno nonché simbolo della Primavera in arrivo.

Il colore bianco dell'animale era sinonimo di purezza e luce, la stessa che annuncia Brigid ad Imbolc, ma personalmente credo che il collegamento fra lei ed il Cigno stia anche nel fatto che tale animale rappresentasse un alto grado di Consapevolezza, derivante dalla profonda connessione della persona con il proprio lato femminile costituito da intuito ed istinto.
Difatti, anche se il Cigno parla di grazia e bellezza, due meravigliose qualità femminili che permettono alla persona di brillare naturalmente e quindi d'essere vista e percepita per la propria Armonia, queste non si limitano certamente al piano materiale/fisico.
Grazia e bellezza sono infatti anche due concetti interiori che andrebbero coltivati dentro di noi, insieme all'intuito ed all'istinto, e che dovrebbero brillare come una guida anche nei periodi bui permettendoci di "camminare leggeri",delicatamente e con fiducia, sulle cose.

A me Brigid piace molto nelle sue tante forme, nei suoi pregi, forze e debolezze, poiché fondamentalmente mi ricorda la Madre, colei che cerca d'avere cura della vita.

Per chiudere "floralmente" aggiungo ancora che Brigid, in quanto sinonimo di luminosità, viene in natura associata al DandelionDente di Leone o Tarassaco (detto anche comunemente Soffione nella sua versione bianca con acheni rossi), appunto fiore di Brigid ed al contempo simbolo solare.


Abbraccio grande e felice anticipo di Primavera :)

30 gennaio 2018

Amairgen e la Luna #05

Sì, lo so, l'evento sarà domani e non stasera ma domani avrò da fare e così preferisco pubblicare adesso con tutta calma, diciamo in stile celtico "prima". 
Mi raccomando, leggete senza fretta ;)


Gennaio si chiude recando con sé un secondo plenilunio, proprio al limitare di Febbraio e con l'arrivo di Imbolc. Così mi affido nuovamente al bardo Amairgen per raccontarvi di questa Luna Piena (31 Gennaio 2018), chiamata dai Celti Luna del Diluvio, e v'introduco ad essa con il canto che l'accompagna:

"Benvenuta Luna del Diluvio!
Pioggia e neve coprono la terra d'acqua, il duro terreno avrà il suo disgelo che lo trasformerà in fango fertile, dove potranno germogliare i semi.
Qualsiasi parte di noi che sia congelata e rifiuti di crescere deve lasciare il posto al dissolvimento benedetto del Diluvio".



Se avete seguito fin qui i canti precedenti penso che ormai avrete preso confidenza con essi e che, facendo riferimento alla stagione, possiate già da soli trarre il significato di quello di oggi.
Ad ogni modo, anche per amore verso ciò che rappresenta per me la cultura celtica, vi racconterò comunque qualcosa in merito e spenderò come sempre qualche riflessione.

Grazie ad Elementia (qui) abbiamo visto che l'Inverno appartiene alla Terra ma ora, scoprendo che questa Luna Piena invernale è fatta d'Acqua, forse ci chiediamo dove stia il collegamento fra i due dato che l'Acqua faceva parte dell'Autunno.
Beh, in realtà tutti gli Elementi vivono in tutte le stagioni, anche se in alcune si fanno più presenti, ma potremmo forse dire che il legame Acqua-Inverno dato da questo plenilunio esista per via del fatto che ci avviciniamo alla festa dedicata a Brigid, in cui l'Acqua stessa ha una valenza molto forte.
Inoltre, parlando a livello naturale, c'è da dire che in questo periodo dell'anno si vedono in giro ancora molta pioggia e molta neve, le quali si occupano di preparare la Terra alla futura apertura primaverile.

In realtà però il legame celtico di questa Luna con l'Acqua è ancor più profondo e va a pescare nei racconti e nei miti, in particolare in quello che accomuna moltissimi altri popoli e cioè il Diluvio
Come molto altro nella tradizione celtica, e come in realtà un po' tutto nella vita, anche il Diluvio possiede due valenze, una distruttiva/negativa e l'altra rigeneratrice/positiva, perciò il meglio che si può fare è osservarlo nella sua ambivalenza e trarne il positivo, di qui e di là.

Nei miti celtici si racconta che l'Acqua appartenesse al sottostante regno dei Fomori e che da lì sia sfuggita, accidentalmente o meno, a causa di una presenza femminile, la quale avrebbe così donato alla Terra la sua fertilità.
Ma concordo, curiosiamo ancora una volta un po' tutta la storia :)

Nella tradizione esiste un racconto irlandese, noto come il "Pozzo di Segais", che narra di un pozzo, appunto, appartenuto un tempo ad un certo Nechtan, il cui nome proviene dalla stessa radice latina di Neptunus, che sarebbe stato un Dio delle Fonti prima ancora di diventare il più noto Poseidone.
Il racconto procede dicendo di come il pozzo di Nechtan fosse circondato dai nove noccioli della saggezza, i quali, lasciando cadere i loro frutti nell'Acqua, conferissero il dono dell'illuminazione divina, trasmettendola così anche ai salmoni del vicino stagno.

A quel pozzo solo Nechtan e tre coppieri prescelti potevano avvicinarsi e fu così che un giorno, quando la Mucca Bianca ( la Dea Boann ) vi si avvicinò per bere ed aumentare il proprio potere, il pozzo, indignato per la sua presenza, esplose e riversò sulla Terra tutta l'Acqua fomorica che, scorrendo verso il mare, diede origine al fiume Boyne, considerato dai Celti come il "Tetto dei Diluvi", ovvero la fonte di tutti i fiumi del mondo e quindi l'origine di tutte le acque.

Secondo questo mito quindi, la Dea Boann dona la vita alla Terra e alla Tribù e nel farlo ci ricorda l'immagine di Brigid, celebrata il Primo Febbraio ad Imbolc, che tramite la Prima Luce di Primavera riporta la vita dopo i rigori dell'Inverno.

La Luna di stasera è anche detta Blu e Rossa ma lascio a tutto il resto del web spiegarvi il perché dal punto di vista concreto perché qui preferisco raccontarvi invece della tradizione attardandomi sulla figura di Brigid ed altri dettagli.
Questa dea, infatti, è patrona sia dell'Acqua che del Fuoco, grazie ai quali può risvegliare la vita accendendo il calore della Terra stessa, e si pone come colei che permette al gelo di sciogliersi ed infilarsi nelle spaccature dello spoglio terreno invernale affinché esso rinasca più fertile di prima.
Insieme a lei, adesso, il Sole cresce, illuminando sempre più a lungo le nostre giornate, e questo permette lo schiudersi dei primi bianchi bucaneve, così da portare una Luce di speranza alla Terra.

Tutto ciò ,visto in maniera simbolica, diventa quindi un invito ad usare l'Acqua presente in noi (i sentimenti) per scongelare il nostro spirito e prepararlo a crescere, così che possa, più avanti, gioire a pieno del ritorno delle energie di Samos.

Potremmo anche dire che questa Luna, durante la sua crescita, ha permesso alle nostre acque interiori di risalire donando una nuova consapevolezza e che questa, come la forza dell'Acqua che irrompe da un pozzo/fonte, esca ora di prepotenza per allagare la nostra pianura, la quale si mostra così al cielo notturno bagnandosi di "fertilizzante" luce lunare.
In sostanza, ancora una volta apriamo le menti e ci prepariamo al nuovo, lasciando fluire ciò che non ci serve più, fosse anche solo un precedente atteggiamento mentale ormai non più funzionante, e permettiamo all'Acqua di lustrare e curarci dalle fatiche/ferite invernali.
Andiamo avanti, oltrepassiamo il portale con il nostro bagaglio, senza dimenticare niente e nessuno poiché tutto è esperienza e parte di noi, e prepariamoci e guardare con nuovi occhi, a dare seconde possibilità alle cose, magari approcciandole diversamente e rendendoci disponibili ad un nuovo confronto con ciò che questo Plenilunio/Diluvio ha portato.

La grande potenza dell'Acqua di questa Luna si riflette sulla sfera emotiva e sui sentimenti, perciò abbiate cura di quelli, principalmente.
Il pozzo è stato scoperchiato, l'equilibrio rotto e la Terra allagata, possibilmente anche con paura e dolore, ma adesso sulla pianura regna la quiete notturna, quella che disperderà pian piano le acque dove più sarà necessario ed affinché queste curino e portino una nuova, ricca, fertilità. 


Se ci avete fatto caso, questa Luna Piena cade doppiamente a Gennaio, creando così una stagione (in tal caso l'Inverno) con un plenilunio in più, il quale garantisce alle altre lune dell'anno di cadere giustamente nella stagione d'appartenenza.
Si tratta quindi di una luna particolare, chiamata anche "Luna Senza Nome" (come il 13° Arcano Maggiore dei Tarocchi che invita a "far posto al nuovo e alla trasformazione") e potremmo definirla una luna d'equilibrio proprio per il "compito" che le spetta, 7 volte ogni 12 anni, di regolare i conti relativi allo sfasamento esistente fra i giorni dei mesi lunari (composti di 28 giorni) e quelli solari (composti invece da 30/31 giorni).

I Celti, anticamente più accorti di noi e meno presi dalle distrazioni, avevano ovviamente notato questo fenomeno e difatti il Canto di Amairgen (che costituisce la rubrica Lunaria del blog) prevede appunto 13 lune piene, proprio considerando la casistica attuale.
Difatti, stando al calendario lunare celtico, la Luna del Diluvio cade tra il 21 gennaio ed il 17 febbraio mentre quella successiva tra il 18 febbraio ed il 17 marzo e la successiva ancora fra il 18 marzo ed il 14 aprile. In questa maniera quindi viene comunque rispettato l'equilibrio della presenza lunare nell'anno, anche quando essa cade due volte nello stesso mese come è successo a Gennaio e come si ripeterà a Marzo, quando avremo il plenilunio il 2 e poi il 31.

Pare inoltre che stavolta avremo una Superluna più una Totale Eclissi Lunare (non visibile dall'Italia) e perciò, se avete risentito di influssi a livello emotivo/interiore, ora vi dovrebbe essere più chiaro il perché di determinati impatti sui relativi piani.
Insomma, è una luna speciale questa, una luna forse anche critica per la sua singolarità ma sicuramente necessaria per rimettere in sesto le cose, per riportarle al loro ordine anche se ciò richiede fatica interiore.

Non so voi ma la mia abitudine è quella di ascoltarmi interiormente parecchio e so per certo di essere stata investita in pieno e strapazzata come-non-mai da questa ondata, con conseguente calo energetico-emotivo, profonda stanchezza e, purtroppo, credo anche con qualche decisione troppo brusca o non perfettamente ponderata che ha ovviamente avuto delle ripercussioni non semplici da gestire.
Perciò penso sia ora di ricaricare le pile concedendosi una coccola, permettendosi magari anche di dormire un po' di più, soprattutto per ripartire con rinnovata fiducia.

Qui ancora non capisco bene che temperatura ci sia ma penso farò comunque un salto al garden center a prendere qualche bucaneve ed una candelina per la celebrazione di Imbolc, oltre a soffermarmi per un po' con il naso incollato alle teche in cui dormono i criceti ammonticchiati.
Oh, insomma, ognuno cerca la dolcezza a modo suo ^^

Inoltre, a meno di problemi dell'ultimo minuto, questo giovedì (1 febbraio) scenderò in centro a Torino per farmi coccolare anche dalla mia città d'adozione. 
So che il preavviso è tipo zero ma l'ho deciso ieri sera, perché ho bisogno di un po' di quell'energia magica che serpeggia per le vie della città, di sfogliare qualche libro e magari anche di fare un giro al mio amato museo, l'Egizio.
Ad ogni modo, avete il mio cellulare e la mia email e perciò, se siete in giro, fatevi sentire :)
Per evitare confusione dopo, io direi di stabilire come punto d'incontro la bianca porta magica di Piazza Castello, quella fra i due diòscuri Càstore e Pollùce, mentre in quanto all'orario ci accorderemo sentendoci al momento. 
Essendo in giro per il centro diciamo che quel punto è il più facilmente "ritrovabile".
E poi è anche una buona fonte, necessaria al momento ;)


Un abbraccio grande e respirate, il ciclo sta girando e tutto assume un senso nuovo, positivo, migliore.

Lo sento. A piccoli passi.
Abbiate fiducia.
La Luce di Brigid è in arrivo ed entrerà in ogni cuore se solo glielo permetterete.

Quindi coraggio, scongelatevi, illuminatevi e fatevi un sorriso :)
Io non attendo altro che di vederlo, qui, lì, là, via email, social, disegnato, mentre ci incontriamo a fare la spesa o come preferite.

Il mio è un po' provato dalla stanchezza ma c'è sempre e non fa altro che abbracciarvi con il pensiero.


















Bisous bisous e forza! sfruttate questo evento singolare per ricominciare in modo migliore.


PS: volete ritrovare dall'inizio tutti i post dedicati alle parole del bardo Amairgen ?
Facile, basta cliccare QUI 

28 gennaio 2018

Music and more

Con domani si apre una nuova settimana, quella del secondo plenilunio di Gennaio, tutto super-wow-blu-rosso-acqua-eclissi di cui vi racconterò meglio mercoledì, ma anche quella di Imbolc, festa a me molto cara.

Così stasera ho chiesto al Bosco Selvaggio tre consigli per affrontarla al meglio e farne tesoro il più possibile e dato che le carte uscite sono queste:
















e che avevo in mente di augurarvi un buon inizio con una canzone, beh…
quale brano più bello, pieno di cura ed amore se non questo di Battiato?


Ok, ok, il testo non è suo ma insomma, rimane pur sempre una delle canzoni che amo di più.

Un abbraccio grande e buona settimana d'Imbolc!

27 gennaio 2018

Sentire, Pensare, Essere, Ringraziare

Alè, ci risiamo.

Per me è ciclico, anche se forse ormai dovrei dire ovvio poiché il mio essere femminile tende a mostrarsi sempre più da quando ho scelto di "sentire".

No, non sono una maga da circo che legge il futuro (senza offesa eh, siete bellissime ed io adoro l'arte circense, quella di un certo livello e che cerca di avere cura per i propri personaggi, umani ed animali) e non ho la palla di vetro (anche se ammetto di possedere la magica Palla Otto e di scuoterla ogni tanto) però…

Però "ascolto", cerco d'imparare dalle esperienze, di avere cura di me stessa e del mondo e di capire ogni giorno di più cosa mi abbiano mandata a fare su questo pianeta.
La risposta completa ancora non ce l'ho ma, insomma, alle volte i miei sogni notturni sono così chiari da  spiegare più che abbastanza ed il prendersi il tempo di appuntarli, osservarli e portarli nel cuore mi insegna moltissimo, anche quando il prezzo da pagare è emotivamente alto.

Nell'ultimo mese è stato un susseguirsi di tutto ciò e forse, complice il calo d'energia dovuto all'ascolto, al poco sonno ed alle richieste lavorative, mi ha portata nuovamente a mettermi in discussione.
A discutere me stessa e questo blog, che di per sé è un'emanazione di me sotto tante forme.

Tenere un blog, condividere, raccontare e raccontarsi, poiché le parole esprimono un sentimento che vive in noi, comporta sempre una parte di rischio, poiché ci si espone, con tutto ciò che tale parola si porta dietro, ma equivale anche a vivere la propria vita attraversandone gli eventi senza lasciare che siano solo loro a farlo.
Ogni nota che si prende equivale ad una consapevolezza, un insegnamento, ad un ricordo che in qualche modo si vuole fissare, elaborare, ed anche se non sempre si scrive tutto, questo non impedisce di appuntare qualcosa in maniera diversa, magari comprensibile solo a noi quando la rileggeremo in futuro.

Certamente non tutti i blog nascono così ma il mio sì e se ci finite dentro avrà comunque un significato, prima o poi, per voi o per me. Altrimenti non si chiamerebbe IncantaMenti :)

Perciò, anche se ora lo -scrivere o chiudere il blog- si ripresenta, per motivazioni personali e perché qualcuno giorni fa mi ha detto "pensavo di aprire un blog", risvegliando in me riflessioni in merito, faccio come sempre e mi porgo un abbraccio d'incoraggiamento a non soffocare quel che sono ed il modo in cui mi viene d'esprimerlo.
E nel farlo riporto alla mente un piccolo suggerimento tratto da un libro prezioso che recita così:

















Quindi oggi per ricaricare le pile riapro quel file positivo in cui conservo i bei messaggi, soprattutto quelli di chi non conosco affatto ma che si prende il tempo di ringraziarmi per ciò che racconto, per il modo in cui lo faccio e per il tempo che ci spendo sopra, e lo sfoglio, ringraziandovi a mia volta uno per uno con il pensiero.
Perché, a detta vostra, tramite il blog si sente quel che sento io ed oggi quel che provo è un affetto, molto grande ed incondizionato, nei confronti della Vita e di ciò che porta con sé, e non posso/voglio fare finta di niente.
Mi viene dal cuore.

Quindi mi raccomando, create anche voi quel file e tornateci sopra quando scorgerete del nero all'orizzonte.
Sarà come un prezioso sestante in mare aperto.

Io intanto vi porto tutti dentro di me, siete il mio sorriso :)

Grazie, Grazie, Grazie per questo amore circolare, per questa cosa che io vivo come un continuo dare-ricevere-ridare.
Abbraccio megagigante e sappiate che se IncantaMenti non smette di esistere non è solo per la mia testardaggine ma anche perchè voi siete con me e me lo dimostrate, anche quando per farlo preferite FB, la mail o il cellulare scaricandomi la batteria di telefonate per chiedermi che fine ho fatto o cosa succede ^^
Siete riservati, lo so, e a me fa piacere.


Ps: il libro nelle foto è un testo che aiuta a capire come coltivare il proprio "essere artista" a livello professionale ma trovo che dentro vi sia anche molto della vita stessa, per questo mi piace molto.

Se lo cercate, è questo qui:














25 gennaio 2018

Arborea#05 Duir-Oak, la Quercia - prima parte

"Every house has a front door.
If you wish to enter, the door must be approached and your presence made known.
The door may then be opened.

The very word "door" comes from the Gaelic and Sunskrit "duir", a word for solidity, protection and Oak tree".




















Questo dice il libretto che accompagna l'Oracolo degli Alberi prima di dilungarsi nella descrizione riguardo alla Quercia e lo riporto qui perché oggi si parla proprio di lei, di quell'albero secolare che da sempre accompagna re e regine e che nell'antichità aveva anche altri preziosi significati quali forza, maestosità, resistenza, perseveranza, lealtà, durata nel tempo, virtù eroica ed altro ancora.

Duir ,o anche Dair, nella lingua gaelica significa "porta", come recita il passaggio in inglese, e questo perchè la Quercia viene da sempre associata alla metà del Cammino umano, all'età adulta, che permette di guardare sia al passato che al futuro, all'interno come all'esterno, e perciò è considerata un'apertura fra due mondi.

Per lungo tempo la Quercia è stata chiamata anche con il nome di "Robusto Guardiano della Porta", ad indicare il suo spirito protettivo e la sua funzione di custode, e proprio per tale significato il suo legno è stato usato spesso per costruire porte e portoni, nonché scafi di navi o pavimentazioni su terreni umidi grazie alla sua durezza e durata nel tempo nonostante le condizioni poco favorevoli.

Ancora, il legno di Quercia veniva usato dai Celti per alimentare i fuochi di Brigid, la triplice Dea pagana divenuta poi Santa Brigida che devotamente si venerava nella "Chiesa delle Querce" a Kildare, in Irlanda.












Kildare viene da Cill Dara, appunto Chiesa delle Querce, e prima di diventare l'abbazia che oggi conosciamo era un antico nemeton celtico, ossia un boschetto sacro in cui i druidi si riunivano in assemblea o per compiere rituali proprio all'ombra di quei preziosi alberi le cui radici, secondo le leggende, son lunghe quanto i suoi rami e possono quindi collegare il mondo sotterraneo a quello celeste.

Se però Kildare è conosciuta perché la meta irlandese richiama subito alla memoria la storia celtica, sappiate che esiste (fra le diverse) un'altra costruzione anticamente legata alla Quercia e che si trova stavolta in Francia, più precisamente nella Beauce, a Chartres.














Si dice infatti che anticamente la piazza sulla quale ora riposa maestosa e solenne la sua cattedrale fosse un verdeggiante bosco di querce, con una sorgente naturale venerata dai Celti e sede del culto di una piccola figura femminile in legno nero, detta oggi Notre Dame de Sous-Terre.
Come è facile comprendere, quella figura non era altro che la Terra, la Dea, fonte di fertilità e vita, ed è quasi stupefacente notare come il suo culto si sia tramandato nei secoli nonostante l'avvento del Cristianesimo, dato che ancora oggi nella cripta della cattedrale viene venerata appunto la Vergine Nera.

I misteri e le meraviglie di Chartres sono molteplici, ed io vi consiglio caldamente di visitarla, anche perché ultimamente è stata interamente ripulita ed il suo bianco brilla tra le vetrate come non mai, ma per non perdere il filo del discorso ritorniamo al suo bosco ed a quel fiume che ancora oggi, a 37 mt di profondità, scorre sotto la cattedrale e pare essere stato usato per orientare l'edificio a nord-est, adeguandolo appunto al corso d'acqua, molto probabilmente per sfruttarne al massimo l'energia.
( se avete letto il post sulla Terra -questo- troverete forse più facile capire cosa intendo )

Il fiume sotterraneo di Chartres ha sicuramente avuto ( ed ha ancora oggi ) una profonda correlazione con l'edificio ed il fatto che si trovasse in un bosco di querce non fa altro che alimentare maggiormente le ipotesi secondo cui in questa cattedrale gotica nulla sia stato lasciato al caso, nemmeno ( e meno che mai ) la sua struttura imponente che, pur avendo una base massiccia e larga, si tende verso il cielo grazie alle sue volte esattamente come la maestosa Quercia fa con i suoi rami.


Secondo la mitologia greca, la Quercia era l'albero sacro a Zeus, dio del cielo e del fulmine, Signore dell'Olimpo, e stando agli scritti di Sofocle e Platone proprio in Epiro esisteva una quercia oracolare a lui consacrata: la Quercia di Dodona.

Le sacerdotesse addette a questo oracolo, che nonostante la sua grande fama non superò mai quello di Apollo a Delphi, erano tre donne molto vecchie chiamate Peleiadi, ossia colombe, e traevano responsi dalla dendromanzia, interpretando cioè il suono prodotto dal vento tra le foglie dell'albero sacro.
In estasi, le Peleiadi parlavano con suoni che ricordavano il cinguettare delle colombe (da cui il loro nome) ma pare che la loro esistenza, come quella dell'oracolo stesso, fosse molto più antica e che fossero dedite ad una divinità arcaica chiamata Dione.
Dione ( o Gaia ) con tutta probabilità non era altro che un'altra raffigurazione della Dea Madre, sostituita in epoca classica dalla figura maschile di Zeus, e ciò ci riporta al culto della Quercia come albero sacro, simbolo della vita, nel cui tronco secondo diverse tradizioni vivrebbe proprio una donna.
Si racconta infatti che la Grecia antica fosse interamente coperta di alberi e boschi e che dalle querce stesse abbiano avuto origine gli uomini, così come narrano gli Arcadi.


La Quercia era considerata un microcosmo, abitato da animali di origine divina e da ninfe, le driadi, che potevano abbandonare l'albero solo in seguito a precise cerimonie svolte dai sacerdoti, e che solo in seguito a queste fosse possibile, eventualmente, abbattere l'albero in caso di necessità.

Nella Quercia si dice vivessero le api, simbolo di sopravvivenza dopo la morte e, secondo la religione greca, raffigurazione dell'anima scesa nell'oltretomba e pronta a ritornare alla vita.
Con ciò ritroviamo in questo albero il tema del passaggio e della porta accennati in precedenza e notiamo anche il suo collegamento con l'idromele, il nettare degli Dei simbolo d'immortalità fin da tempi antichissimi, che si ricava appunto dalla fermentazione del miele sciolto in acqua.

Anche i funghi che nascevano fra le radici della Quercia erano molto considerati, così come le ghiande dell'albero ritenute primissimo nutrimento dell'uomo quando ancora non si conosceva l'agricoltura. Le ghiande infatti venivano essiccate, sbucciate e tritate per farne farina da pane, oppure venivano mangiate così com'erano per via delle loro proprietà nutritive e, secondo la mitologia, anche afrodisiache.













Un boschetto di querce sacre pare circondasse anche il Tempio di Vesta e si legge che sul Colle Clelio a Roma ve ne fosse un altro in cui si adorava Giove proprio come il Dio della Quercia.
Famose erano poi anche le immense foreste di querce della Germania, le quali destarono terrore nei romani quando vi entrarono la prima volta, e scalpore destarono anche nel 1700 i ritrovamenti dei resti di querce (dal diametro di 10 mt) sepolte nelle torbiere francesi ed inglesi .
Insomma, pare che il culto della Quercia quale albero oracolare abbia avuto grandissima diffusione in tutta Europa nel periodo precristiano e che nonostante tutto sia riuscito a sopravvivere a lungo anche dopo la conversione al Cristianesimo.

Per i Germani le querce erano gli alberi sacri a Thor, mentre i Lituani le consacravano a Perkunas ed i Lettoni a Perkun.
Ancora, per gli Estoni la divinità si chiamava Taara e per gli Slavi invece Perun ma le accomunava tutte il fatto di essere potenti divinità del tuono o della folgore, come Zeus e Giove.

Della Quercia in quanto "albero della tradizione" ho già accennato qui e qui, a proposito di Vischio ed Agrifoglio nel periodo natalizio, ma essendo un chieftain, un capotribù estremamente collegato alla società druidica nonché uno dei sette alberi nobili protetto dalle Brehon laws of Ireland, mi piacerebbe dedicargli lo stesso spazio che ho lasciato a suo tempo alla Betulla (qui).
Perciò dividerò questo post in parti.

La prima di oggi si chiude qui ma il blog vi aspetta più avanti per la seconda, in cui vedremo insieme i concetti di forza, sovranità, lenta ma costante crescita, longevità e supporto associati a questo meraviglioso albero e come essi possano tornarci d'ispirazione nella vita quotidiana.


Tornando per un momento al concetto di "porta" vi lascio una frase che "casualmente" ha attraversato la mia strada ieri mentre riflettevo sulla comunicazione e che si collega ad un sogno "di protezione" fatto stanotte.
E' di A. Einstein e dice:















E' ovviamente una frase sulla quale riflettere, poiché non sempre la porta che si riapre è la stessa che avevamo chiuso o perché non tutte le volte si riaffaccia sulla stessa stanza.
Anzi, molte volte può anche capitare che la stanza sia la stessa ma che le persone all'interno siano differenti ,o che lo siano le situazioni che troviamo. Quindi ecco, forse bisognerebbe riflettere semplicemente sul fatto che tutto è in un lungo divenire, come la vita della Quercia, chissà.
Aspetto si sentire cosa ne pensate voi :)

Di mio devo dire che oggi ho tentato d'inviare un messaggio,al quale tenevo molto, ad un portale, uno di quelli moderni "elettronici",ma l'ho trovato disattivato, spento, cancellato forse, e che quindi chissà, le mie parole siano rimaste lì a vagare nell'etere, magari in attesa di una nuova porta su una nuova stanza, uguale ma anche diversa.
Così mi è tornata in mente la frase di Einstein che ho riportato qui, perché nulla è poi così casuale come può sembrare.

Adesso vi abbraccio e vi saluto,
alla prossima puntata verde!

-intanto, se volete leggere i precedenti post di Arborea, li trovate QUI-

24 gennaio 2018

Aggiornamento portfolio 2018 #02

Ultimamente l'agenzia mi ha chiesto di entrare a far parte anche delle sezione Licensing ,che si occupa di proporre patterns per stoffa e materiale di cartoleria come biglietti d'auguri, carta da regalo o simili, e così in questi mesi, oltre ad arricchire il portfolio fiction come raccontavo qui, ho lavorato anche sul quel fronte preparando qualcosa di adatto.

Qui il discorso è piuttosto misto e allora ho realizzato collezioni utilizzabili da target differenti, accontentando quindi chi si occupa d'infanzia ed anche chi si rivolge ad un pubblico più adulto oppure è in cerca di soluzioni decorative meno infantili.

Per ora vi mostro alcuni estratti dai vari set e quando terminerò l'ultima collezione pubblicherò un nuovo post d'aggiornamento inserendo anche il link alla pagina dell'agenzia.
Perciò ,e come sempre, se siete curiosi tornate ogni tanto qui sul blog.


Chubby birds
























Purple Elements





Thank You



Orient










Autumn 




Rain and Clouds


Trees



A presto per altre novità e ricordate che i lavori recenti vengono caricati sulla mia pagina Behance qui.

Buona creatività a tutti :)