20 aprile 2017

Lavoro creativo e spiritualità: riflessioni 1.1

Dopo la riflessione di qualche giorno fa oggi me n'è venuta in mente un'altra, sempre legata all'aspetto creativo collegato alla questione spirituale/interiore.

Studiando e riflettendo, oggi pensavo ad un simbolo che accompagna la Terra da sempre e ad una figura geometrica ad esso collegata.
Sto parlando della spirale e del cerchio, due "segni" che si ritrovano in giro per tutto il nostro pianeta fin dall'antichità, come contenitore e contenuto al tempo stesso.















Che la spirale sia simbolo d'iniziazione e di viaggio interiore, così come di crescita e percorso verso il Sè, è ormai un'idea diffusa e lo si ritrova inciso su rocce neolitiche e pre-celtiche come quelle di Newgrange,
















in labirinti enigmatici ,come quello del pavimento della Cattedrale di Chartres,












nelle architetture, come quelle delle scalinate dei fari,












ed ovviamente nei gioielli,
















il modo migliore per portare sempre addosso il suo magico significato.

Spirale e cerchio sono sempre esistiti insieme all'uomo e, se ci ripenso, sono sempre esistiti anche dentro di me, che per disegnare qualcosa faccio sempre girare il polso a vuoto un paio di volte prima di posare la matita sulla carta e tracciare dei cerchi o delle curve per iniziare a fermare l'idea che ho in mente. Per me è un processo naturale, che non ho imparato da nessuna parte,e che nel tempo si è evoluto con me.

Inizialmente disegnavo tutto tondo, curvo, ciccio, molto ciccio.
Sono sempre stata ciccia e morbida, inutile fingere che no :)
Poi ho sperimentato qualche variazione e sono anche arrivata a disegnare tutto in maniera completamente diversa e spigolosa, in un periodo della mia vita particolarmente difficile e buio a livello emotivo e personale.
Infine il disegno si è sviluppato, ho approfondito l'anatomia e come in una spirale curativa "sono tornata a me", a quella che era la vecchia ma anche la nuova me, quella che guarendo se stessa equilibrava le curve e gli spigoli, perché entrambi ci vogliono nella vita ma senza esasperare l'uno o l'altro.

Questo ricordo mi ha fatto riflettere quando ho ritrovato il mondo celtico, che basa la sua cultura sui cicli, e quando poi ,studiando le filosofie orientali, ho fatto caso alla loro concezione di crescita basata sul cerchio.

In sostanza, la cultura orientale, un po' come quella antica , vede lo sviluppo individuale e la crescita personale di ciascuno secondo un concetto tondo, a differenza di quella occidentale che lo vede invece piramidale.
Nel secondo, l'uomo cerca l'evoluzione fuori da sé ,colpevolizzando gli altri per ciò che non ha o per le sue insoddisfazioni, e verso l'alto, finendo così per scavalcare le altre persone nel tentativo di dimostrarsi migliore.
Nel primo ,invece, la ricerca che porta all'evoluzione è interiore ed avviene grazie al cercare dentro di sé le motivazioni riguardanti le insoddisfazioni o le soluzioni ai problemi.
Questo tipo di "ricerca tonda", a spirale perché interiore, oltre al far muovere le energie collegando l'esterno con l'interno e l'uomo alla collettività, ha anche il vantaggio di non creare una struttura con una base ed un vertice, e quindi di non porre nessuno ad un livello inferiore o superiore ma tutti sullo stesso piano.


Perciò pensavo...
non sarebbe forse meglio bilanciare la nostra natura occidentale curando noi stessi, diventando un po' più come gli orientali, più morbidi ,fluidi, nel corpo e nella mente, e cercando di scegliere la dinamicità del cerchio piuttosto che la spigolosa scalata di una piramide che il più delle volte finisce solo per bruciare tutte le nostre energie in una competizione ricca di stress ?

E poi, a ben badarci e restando esclusivamente su di un discorso "grafico", avete notato quanto un modo di disegnare sia capace di "dire di una persona" ?
Avete mai osservato voi stessi ed il vostro disegno pensando a ciò che stavate attraversando nella vita?

Ancora qualche riflessione con spunti presi dalle mie letture, perché più tiro i fili e più mi accorgo di quanto essi siano estremamente collegati :)

Abbraccio, a presto !

2 commenti:

  1. alla prima domanda "e poi,a ben badarci...." si e no,dipende molto anche dalla capacità di tradurre segno e personalità,però se si pensa ai disegni di bambini "traumatizzati" da eventi o da persone con qualche disturbo mentale,la questione assume un aspetto interessante e rilevante,il disegno può dire molto di una persona,o almeno dei suoi pensieri,paure ecc...la seconda domanda"avete mai osservato..." spesso ci si rende conto dopo un po' di tempo,quando si rivede il lavoro fatto,e ripensando a come si stava e a quello che si è passato,a mente più fredda,ci si rende meglio conto di ciò che si è attraversato,se mentre si lavora,si pensa a come si sta,il lavoro credo perda un po' di spontaneità emotiva,che sia un buon momento o meno,è irrilevante,meglio lasciarsi trasportare dalle sensazioni e poi dal pensiero....infine,in merito al cerchio o alla rotondità come concetto,la forma tonda,in generale è propria della natura,infatti le energie sottili ed anche il suono,si propagano meglio in luoghi con pareti curve. :)

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    1. E' vero, ci si rende conto solo in seguito ed osservando con occhio più distaccato. Nel momento in cui si crea è più che normale ,invece, essere presi dal lavoro che si sta facendo, anche se ci si deve mettere della razionalità per elaborare un progetto che risponda alle richieste di un cliente. In genere, l'attività artistica è sempre spontanea ed è un momento piuttosto libero :) Quanto al suono ed alle energie sottili non sapevo delle pareti curve , o meglio non ci avevo mai pensato ^^ Grazie. E' interessante e mi fa venire in mente le campane tibetane, che sono appunto "ciotole che si suonano in tondo" ,da dentro e da fuori.

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ciao ! grazie per il tuo commento :)